Se
scendessimo più in basso…
Quinta lettera agli amici dei bambini
marzo 1992
Di fronte alla povertà dei poveri
Da tempo, cari amici dei bambini,
nel vostro cuore,
come nel cuore di molti,
nella vostra vita,
come nella vita di molti,
si trovava un'aspirazione sempre più forte,
un'aspirazione così legittima:
di condurre una vita molto semplice,
di vivere di poco,
di avere un cuore di povero.
Durante questi ultimi mesi,
carissimi Amici dei bambini,
avete molto sognato la povertà.
Gioite [quando siete con ] i poveri…
Gioite nel vivere in modeste condizioni…
Gioite nel condividere la sorte dei poveri…
Avete immaginato le pareti austere della vostra camera
e nessuno dei nostri Punto Cuore vi soddisfaceva:
li trovavate tutti così tanto lussuosi…
E ci siete.
E’ lo choc.
L’illusione è rotta.
E’ peggiore: dove è l’uomo dei diritti dell’uomo?
E da qualche parte il vostro corpo freme:
dove troveremo un bagno?
e l’acqua calda?
e della marmellata e delle buone bistecche di bue?
Non ci sono che pulci e ratti e microbi.
Questa volta, non è più necessario sognare.
E’ necessario CONDIVIDERE.
E’ necessario condividere per amore della gente.
E più avanzate nelle bidonville,
più scoprite ciò che significa essere povero.
Mettete il naso nelle capanne di legno,
date un occhio alle pentole,
vedete su quale letto si riposano i poveri,
visitate i loro ospedali.
E siete spaventati:
"Questo non è davvero la povertà che vogliamo condividere!"
Constatate il modo in cui la gente è considerata,
cacciati da una zona all’altra,
trattati meno di uno stupido.
Vedete come guadagnano tre soldi,
portando delle pietre tutto il giorno,
lavando la biancheria dei ricchi,
vendendosi sul marciapiede…
Ciò vi spaventa ancora:
"Ah no, non è davvero questa povertà che siamo venuti a condividere!"
Vedete che i poveri sono senza acqua,
senza elettricità,
senza spazio d’intimità:
si lavano fuori,
mangiano fuori,
sfregano la loro biancheria fuori,
lavorano fuori,
fanno i loro bisogni fuori.
Nulla che sfugga all’altro…
Si coricano in dieci sullo stesso pavimento,
prendono in dieci dalla stessa ciotola
che basterebbe appena a soddisfare il vostro appetito,
e quando uno è malato,
può soltanto rabbrividire di febbre sotto una tettoia.
"Non è neppure questa la povertà che abbiamo scelto."
Noi, abbiamo bisogno di mangiare!
Noi, abbiamo bisogno d’una doccia e di un bagno!
Noi, abbiamo bisogno d’essere riconosciuti come gentili stranieri,
come i protagonisti della carità di Cristo!
Non ci siamo impegnati ad evitare ogni eccesso?
Padre Thierry ce lo ha abbastanza ripetuto,
ed anche i nostri genitori ed i nostri amici,
– e ci siamo impegnati – :
“Non all’eccesso! Non siete abituati a questo tipo di vita
– ci si potrebbe abituare? –, rischiereste la vostra salute.”
Ed inoltre, evidentemente, non mancheremo di denaro:
abbiamo i nostri Adozioni!
Occorre che possiamo servire sino alla fine!
E ciò resta vero.
Non voglio impegnarvi a distruggere la vostra salute
– d’altronde, lo sapete bene, quando vengo a sapere che uno di voi è malato,
divento rapidamente più malato di lui –,
non voglio fare fallimento a l’assicurazione per il rimpatrio,
non ci tengo a mettervi knock-out.
Ma occorre prendere coscienza: che la povertà di cui avevamo forse sognato ci fa paura.
Abbiamo timore della fame,
timore della sete,
timore della malattia,
timore della miseria,
timore di vivere fuori,
timore d’essere respinti.
La povertà, così lontana da noi
Sta di fatto, nonostante la forza del nostro desiderio,
che non saremo mai poveri
come i poveri che affianchiamo,
anche se ci corichiamo sul duro e indossiamo stracci…
Non saremo mai poveri
come i poveri che affianchiamo,
anche se a volte ci mandano a quel paese
e ci calunniano
perché siamo dalla parte dei poveri.
Non sapremo mai ciò che significa
non sapere leggere,
medicare come fa un lebbroso,
Coricarsi sul marciapiede quando piove e quando si congela,
essere picchiato con violenza da tre poliziotti perché siamo un bambino i cui genitori bevono,
essere violato da un adulto più vecchio di noi di trenta anni perché bisogna mangiare e portare del pane a casa.
E Dio certamente non ce lo chiede…
Ed ai poveri neppure…
Umilmente occorre confessarlo: nel paese della miseria, vivremo sempre nel lusso.
Ma che importa!
SCENDIAMO PIÙ IN BASSOI
e tentiamo d’avvicinarci a tale miseria
poiché ci si avvicina ad un mistero…
Un rispetto immenso verso quelli in cui Gesù s’identifica
Io non amo i discorsi sulla povertà
e le riunioni al vertice che, allo Sheraton, trattano della povertà.
Questo mi è piuttosto di scandalo!
Non è inoltre necessario palare della povertà:
E’ NECESSARIO CONDIVIDERLA!!
Io non amo neppure che si parli dei "poveri",
anche se lo faccio troppo.
Ciò già ci mette dal lato dei ricchi
e li separa e ci mette da una parte.
Non c’è un “loro” ed un “noi”
Ormai, in Cristo, non c’è che “noi”.
Si parla troppo dei poveri come di un fenomeno.
Si va troppo ai poveri come si va allo zoo.
Non dobbiamo avere un approccio sociologico ai poveri.
Abbiamo scelto d’avere con loro
Una comunione mistica,
Una comunione d’amore.
E’ molto diverso.
Non avremo mai abbastanza rispetto dei poveri.
Non li osserveremo mai abbastanza come esseri
dotati d’una libertà per loro.
Spesso, vogliamo decidere al loro posto,
vogliamo parlare al loro posto,
vogliamo agire al loro posto.
A volte, li prendiamo per bambini di due anni.
Non occorre piuttosto interrogarli, ascoltarli, accoglierli?
Ho il timore che li si riduca i "senza-denaro" a "senza-ragione".
Identificarsi con l’interiorità
Non saremo mai poveri
come sono poveri i nostri amici.
E, tuttavia, se ci siamo lanciati in quest’avventura,
è bene PER IDENTIFICARCI con ciascuno di loro,
non soltanto all’esterno,
ma anche all’INTERNO,
è bene per noi avvicinare tanto la loro croce che essa divenga un po’ la nostra e che siano così alleviati.
Ah! Simone di Cirene!…
Un giorno o l’altro,
dobbiamo fare l’esperienza della fame,
dobbiamo fare l’esperienza della promiscuità,
dobbiamo scegliere di condurre una vita molto semplice,
di vestirci di abiti molto semplici,
di preparare pasti molto semplici.
Bisogna imparare a mangiare il riso in bianco,
senza mettere cipolle e pomodori e formaggio.
Bisogna imparare a bere il tè,
senza zucchero e senza limone e senza ombra di latte.
Bisogna imparare a bere la mattina tutti la stessa cosa,
a mangiare tutti la stessa marmellata.
Si tratta di cambiare le nostre abitudini
e non di ricostituire qui tutto ciò che avevamo laggiù.
Altrimenti, perché tale viaggio?…
Più di ogni altra cosa si tratta D’ESSERE nel CUORE dei POVERI,
non occorre cominciare per abitare un po'il loro corpo?
Poveri e liberi
Dio li vuole liberi, miei cari,
liberi dai vostri piatti
liberi dei vostri pasti puntuali,
liberi delle vostre sei fette di pane mattutine.
E se è pieno il nostro piatto,
che almeno non ci si lagni mai del cibo,
rumoreggi, della mancanza d’acqua…
Non ne abbiamo ancora troppo?
E lo stesso le discussioni sul cibo,
sui menu, sui momenti di riposo
non occupino tutto il nostro tempo del dialogo!
C'è di meglio a dire!
Parole banali nel paese delle bidonvilles
possono diventare uno scandalo.
Chiediamoci piuttosto:
siamo capaci di dare il nostro piatto,
se ci è chiesto, senza pensare:
"In qualunque caso, non me ne servirà un'altro"?
Essere nella gioia.
Nella gioia perfetta!
Vi voglio liberi.
Siamo capaci di lasciarlo raffreddare [il piatto]
mentre andiamo a trovare un bambino che ha bisogno della nostra presenza?
Essere nella gioia.
Nella gioia perfetta!
Siamo capaci di andare un momento a piedi
per economizzare un biglietto d'autobus?
Essere nella gioia.
Nella gioia perfetta!
Siamo capaci di spegnere una luce accese inutilmente?
Siamo capaci a comperare al mercato
i frutti più semplici, le verdure di stagione?
Essere nella gioia.
Nella gioia perfetta!
Dio vi vuole liberi.
Dio vi chiama a qualcosa di più…
Non è la povertà per la povertà,
È LA POVERTÀ COME ESPRESSIONE DELLA COMPASSIONE.
Ve lo ripeto:
non si tratta di digiunare per un anno,
si tratta d’essere ossessionati dall’amore che portiamo ai nostri vicini,
si tratta d’entrare in questa INQUIETUDE terribile
che non potrà più lasciarci riposare
sino a che estremo nel Regno.
Il denaro che abbiamo, è l’obolo della vedova.
Il centesimo più piccolo che abbiamo è un grano d’oro.
Il viso del piccolo che digiuna per permettervi
d’essere servi dei bambini deve abitarvi,
come il viso del vegliardo che preferisce vivere al freddo
per sostenere la vostra azione per compassione del più povero ancora…
Vi garantisco:
risponderemo di ciò che ci è stato donato per portare a termine la nostra missione.
E’ una grande responsabilità che sovente mi fa tremare.
Che il vostro cuore si sciolga!
Ma se il vostro piatto è sempre riempito all'ora del pasto ed il vostro portafoglio
pieno, ciò che almeno desidero, è che pianga il vostro cuore quando vedete i vostri vicini vivere in condizioni
indegne. Ciò che almeno desidero da voi, è che a volte non possiate dormire perché pensate ai bambini di cui si approfitta, ai vecchietti
che, sotto il loro cartone, tremano per il freddo ... Poco a poco, che il vostro
cuore si sciolga, che diventi di carne e conosciate la gioia di quelli che piangono per compassione, una gioia che nessuno vi potrà
togliere!... E che siate più tardi a Londra o a New York, in un palazzo o in un povero paese, che mai non vi lasci
il ricordo dei poveri!
"Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto!"
(Rm 12, 15)
Vivete senza sottrarvi! Vivete come se SEMPRE doveste vivere in tale miseria, in tali bidonville! Vivete come se non doveste mai più sciare, andare a teatro ed al cinema...
Per comprendere meglio...
Per amare meglio...
La povertà del cuore
Inoltre esiste un OLTRE a QUESTA POVERTÀ.
È una grazia fare l'esperienza di un piatto vuoto, di una casa di legno e cartone. E desidero che la facciate... Ma ci possono essere
ancora tante illusioni!
L'essenziale è avere un cuore di povero.
Meglio: L'ESSENZIALE E’
ESSERE POVERO, COME il PADRE ED il FIGLIO o lo SPIRITO.
Si può avere una casa di cartone e non avere svuotato la locanda per accogliere il povero che bussa alla porta!
Già ve l'ho detto: non si tratta di cercare la povertà per la povertà, meno ancora la miseria per la miseria. Anche se...
Dio non ha mai auspicato che l'uomo abiti in una tana per topi!
Si tratta di cercare la povertà dell'esterno per constatare tutto ciò che incombe
dall’interno. E, mio Dio, come è pieno il nostro granaio!
Si tratta di cercare la povertà per poter accogliere il povero.
Ci sono di quelli che passano tutto il loro tempo a cercare una casa brutta, in
una zona brutta, per un affitto brutto, e che dimenticano di svuotare il loro cuore di ciò che è brutto in loro! Che illusione!
La povertà è anzitutto una questione del cuore: "Beati i poveri di cuore!"
(Mt 5, 3) la povertà è anzitutto una questione di essere...
Allora, attenzione: non ci si inorgoglisca di abitare in una casa a tre sotto zero e mangiare ad ogni pasto fagioli! O non ci
si lagni soltanto di abitare una casa troppo comoda e mangiare troppo bene
quando si è invitati!
Si sarebbe fatto passare troppo rapidamente tutto il proprio anno mormorando: "Se fossi in Ruanda!" Se sapessi la lingua! Se fossi
piuttosto con Tizio!
Vi chiedo: "Potete amare nel vostro Punto Cuore?"
- Sì.
- Bene! Allora amate!
- Potete impoverirvi? Potete vivere l'abbandono? Potete servire? Potete adorare?
- Sì.
- Allora forza, non perdete il vostro tempo! L'anno passerà così rapidamente! La santificazione si coniuga sempre al presente.
Carissimi amici dei bambini, la POVERTÀ E’ ABBANDONO, la POVERTÀ E’ PAZIENZA.
Osservate come sono pazienti, i vostri vicini e gli abbandonati!
Noi, vogliamo sempre cambiare, tutto ed immediatamente.
Loro,
pazientano perché l'amore è paziente. Conoscete questo testo di
padre Anthony de Mello che ho trovato in India?
"Non cambiare.
Il desiderio di cambiare è il nemico dell’amore.
Non cambiate voi stessi:amate voi stessi così come siete.
Non cambiate gli altri: amate tutti gli altri come sono.
Non cambiate il mondo: è nelle mani di Dio ed Egli sa.
E se fate così…
Il cambiamento si presenterà meraviglioso a suo modo e nei suoi tempi.
Lasciati andare alla corrente della vita...
libero del bagaglio.»
E stranamente, con Dio, più si è affrettati, meno si vede realizzarsi i propri desideri rapidamente! Dio è un buono pedagogo: guarda per prima cosa la crescita del nostro di cuore!
Oh sì! come è vero, cari amici dei bambini, tante volte, me e voi, vogliamo tutto e subito: la conoscenza della lingua - Dio detto: e se cominciassi a balbettare come un bambino? – ad avere la casa che sogniamo - Dio detto: accetta la casa che ti do -, trovare la zona ideale - Dio detto: lasciati condurre dove ho previsto per te -, avere con i bambini le migliori relazioni - Dio detto: se inizialmente prendessi il tempo a domarli -, ed abitare con i compagni che voglio - Dio detto: se conoscessi la sinfonia che con loro potrai suonare- e collaborare senza disaccordi con il sacerdote della parrocchia - Dio detto: se inizialmente entrassi nelle sue prospettive! - A volte vi sento la notte rivendicare: "Padre, l'anno prossimo fate attenzione a fare più caso alla scelta degli amici dei bambini..." occorrerà trovare una zona più adeguata... ci occorre una lingua più facile...
Popolo che si gira nel deserto, oso dirlo: più le condizioni sono opposte a quelle di cui tu sogni, più, forse, sono ideali per vivere lo spirito dell’Opera nella sua purezza, poiché spoglia dei sogni ed si pone in piena povertà! E più vi sentite lontani dal vivere lo spirito dell’Opera, lontani dal compiere la sua missione, più, forse, ve ne avvicinate.
"Soffro, non posso più fare nulla, ho anche difficoltà a pregare."
- Bruciate, come dicono i bambini.
- Passo ore negli autobus, come i poveri. Non comprendo, come i poveri. Ho subito l'ingiustizia, come i poveri. Manco di libri e di lettere e di sacerdoti,
come i poveri.
- È tempo di rallegrarli: voi bruciate! Pertanto, come padre, ve lo garantisco, cerco di darvi tutto: mezzi adeguati e dei sacerdoti, del cibo spirituale ed io stesso, tutto me stesso.
È la mia preoccupazione di giorno e di notte.
Ma l’Opera è ancora povera ed è forse la sua ricchezza! L’Opera è ancora debole, ma la sua forza, è di essere del tutto nella stessa
barca-compassione e nel fatto che ciascuno compie la missione che è sua senza mormorare. È così straordinario essere stato scelto! L’Opera è l’ Opera di Maria, è anche l’Opera di tutti. Sapete? Quando la rivendicazione toglie la pace e la gioia, non viene dallo Spirito di Dio. Quando la rivendicazione disturba le relazioni comunitarie, non viene dallo Spirito di Dio. Viene dal mio ego, ancora così ricco.
LA POVERTÀ È SPESSO SILENZIO.
Ne consegue che si può vivere Punto Cuore, perchè si può vivere d'amore e d'abbandono e di Maria. A cosa servirà essere in una casa senza da bagno ed avere]un cuore agghindato di qualsiasi tipo di beni? A cosa servirà avere le condizioni sognate che mostrare a tutte le nostre imprese, stimolano l'ammirazione dei nostri amici, e spendere senza contare, giustificarsi senza accusa, e glorificarsi di tali prodigi, mormorare di giorno e di notte?
PUNTO CUORE, E’ DA ACCETTARE COME È OGGI.
Ha così bene compreso il nostro amico di Paraná: "Quando si vive in
presenza di Gesù, indipendentemente dalle circostanze, si è felici!"
Ed ancora: LA POVERTÀ È UMILTA’.
Io mi difendo
Io critico
Io voglio avere ragione.
Io voglio che mi chiedano perdono.
Io discuto.
Io non sono docile al Vangelo.
Io metto in discussione il pensiero dei vescovi e di quelli che mi consigliano.
Io riscrivo a mio modo la carta dell’Opera ed ogni lettera agli amici dei bambini.
Io mi dimeno come un leone preso in trappola dinanzi a qualsiasi evento.
Io desidererei abitare in una casa di fango, vestire di stracci,
Io sarò ancora lontano dallo Spirito Santo...
Oh! come è bella, la vera povertà del cuore e dello Spirito! La povertà senza inganno. Come è bella la povertà che ci svuota dell’io e ci riempie dello
Spirito!
Quando si osa parlare insieme della povertà!
Non esitate, alle riunioni di comunità, ad affrontare la questione!
Non ne fate non una questione tabù, ma nello stesso tempo rispettatevi! Sapete che coloro che sono appena arrivati hanno bisogno di crescere poiché ne avete avuto bisogno voi stessi. Ricordate che alcuni sono stati cresciuti nel lusso e che è difficile passare dalla vita più comoda alla vita più semplice. Che ciascuno aiuti l'altro a fare un passo verso una povertà più grande. Siate inizialmente
esigenti per voi prima di esserlo per l’altro ... Per vivere semplicemente, ciò richiederebbe per molti di noi una nuova
educazione...
Non abbiate timore: vi ammiro tanto!
Poveri Amici dei bambini, forse - vi ho spaventati! Vi sarete detti:
"Questa lingua è troppo dura!" "È duro, certamente, ma ve lo garantisco, è l'amore che lo ispira." Ciò che voglio darvi, è una direzione, una direzione di libertà... Ciò che voglio tracciare dinanzi a voi, è un cammino, un cammino di compassione... Non voglio che perdiate il vostro tempo a sognare: un anno, è così rapidamente passato! Non voglio che viviate il vostro anno a parte e che in seguito vi rammaricavate. Non voglio che giochiate ai poveri e mascheriate di essere loro. Voglio fare la caccia alle illusioni ed alle vanità invitandovi a vivere la povertà nei piccoli dettagli della vita quotidiana, fino al più intimo del vostro di cuore.
Forse voi direte ancora: "È impossibile vivere, ciò che proponi padre. Altrettanto partire immediatamente: non vi arriverò mai!”
Allora, vi rispondo: quando si scopre che si è molto lontano, improvvisamente si è molto vicino. Poiché Dio prende allora il comando. Se tutti insieme riconoscete nella verità che siete una Comunità di poveri, perché così lontani ancora dall’essere poveri, lontani dai poveri, lontani dal povero, aspettate la Pentecoste sul vostro Punto Cuore! Lo Spirito vi afferrerà, lo Spirito vi avvolgerà, lo Spirito vi rinnoverà.
In verità, nessuno non è povero senza opera dello Spirito, nessuno piange per compassione senza essere cambiato dallo Spirito, nessuno ha il cuore che fonde se lo Spirito non viene in lui come un fuoco.
I vostri padroni sono alla vostra porta: sono tutti i vostri amici che fuori vi attendono.
Il vostro padrone, è da voi: è il corpo Eucaristico di Cristo così abbandonato, così calmo, così umile, così povero.
Oh! i miei amici, come vi ammiro per avere detto sì nel fare questo passo verso Dio appena nascosto sotto il viso del piccolo. Ma, sapete, rischia di portarvi così lontano questo passo:
SEMPRE PIÙ IN BASSO...
Non abbiate timore! Oh amici miei, come vi amo, voi che date la vostra vita ai piccoli e a coloro a cui i piccoli danno tanto la loro cuore! Vi sederete alla festa prevista per i poveri. Quale grazia nell’essere in basso! Io vi benedico, loro e voi.
TUTTI,
TUTTI,
TUTTI...