Punto Cuore, o la potenza del semplice amore
C’erano ben 35° all’ombra. Era la vigilia di Natale. Avevo appena rivisto l’eccellente arcivescovo di Paranà (Argentina) che, alcuni mesi prima, mi aveva accolto con una cordialità ed una comprensione che mi avevano commosso fino alle lacrime. Meditavo nel mio cuore le sue parole che, di nuovo, erano state così profonde quando, passando accanto alla bidonville dove abitiamo, vidi un bimbo che dava la mano alla mamma. Guardai questo piccino: mi sembrò stranamente triste. E improvvisamente, anche lui mi vide. Quasi subito, lasciò la mamma e mi raggiunse correndo. Quando arrivò davanti a me, il suo viso non era più lo stesso: un immenso sorriso lo illuminava. E questo ometto sembrava trasalire tutto di gioia, esultare di allegria. Ballava persino. Non avevo mai visto una cosa simile. Mai avevo percepito con tale chiarezza fino a che punto l’amore era capace di cambiare un essere umano in così pochi istanti. Mi dicevo: “Questo solo sussulto di gioia basta per giustificare i dodicimila chilometri che ho percorso”.
Alcuni giorni prima, in un misero quartiere di Salvador da Bahia, in Brasile, non potevamo mangiare, pregare o lavorare nella nostra modesta dimora senza che una folla di bambini dai volti più diversi gridasse i nostri nomi fintanto che noi apparivamo sulla porta. E più noi li facevamo aspettare, più le loro grida si facevano insistenti. Finivano addirittura per diventare così insistenti che noi ci sentivamo obbligati ad uscire, temendo che fosse davvero successo qualcosa di grave. Che cosa succedeva allora? Molto semplicemente, i bambini avevano bisogno della nostra presenza!
Questi richiami, misteriosamente, li sentivo ormai da molto tempo. Assillavano le mie notti e la mia preghiera. Provenivano dal Brasile, dalla Romania e dal Libano, dal Vietnam, dal Sudan e dall’Egitto… Dicevano: ”Vieni ad amarci! Abbiamo bisogno di un cuore in cui rifugiarci, di un orecchio che, per ore, sappia ascoltarci, di una mano che ci dia fiducia!…” Ma credevo che non sarei mai stato capace di rispondere a questi richiami… Dio, tuttavia, non tardò a colmare la mia mancanza di immaginazione, a spazzare le mie obiezioni. L’ora scoccò. Nacque l’Opera Punto Cuore.
Delle stelline in un cielo notturno
Ci sono bambini che non sanno più sorridere.
Ci sono bambini soli al mondo.
Ci sono bambini che mangiano terra e rifiuti per placare la loro fame.
Ci sono bambini che vengono venduti.
Ci sono bambini che i ricchi utilizzano per il loro piacere.
Ci sono bambini di dieci anni che vengono torturati.
Ora, ogni volta che un bambino è trattato in questo modo, ogni volta che un bambino conosce drammi di questo genere, ecco che si forma sul nostro pianeta un punto nero, un punto di vergogna per l’intera umanità. Di più ancora, ogni volta che un bambino viene trattato così, è il corpo di Cristo che viene colpito, ferito, sfigurato. Per rimediare a questa situazione, gli Stati prevedono delle disposizioni, l’ONU promulga la Carta dei Diritti dei bambini. E poi esistono mille opere, civili e religiose, che hanno come missione quella di soccorrere i bambini del mondo intero. Tuttavia, i bisogni sono ancora immensi e aumentano ben più in fretta che gli aiuti e le soluzioni.
Che fare? Di più: “La nostra epoca sarà giudicata sul modo in cui essa si sarà curata dei bambini”. Per costruire la civiltà dell’amore, affinché Dio, innocente, sia più amato e rispettato “sotto le sembianze del bambino” (Padre Peyriguère), ognuno viene col proprio materiale. Per quanto ci riguarda, vogliamo portare dei piccoli secchi di cemento ed alcune lampadine: sono i Punti cuore.
Di che si tratta? Si tratta di piccoli focolari di preghiera e di pace, di rifugi di tenerezza e di compassione inseriti nel cuore dei quartieri poveri o sinistrati dove i bambini trascurati, abbandonati, afflitti possono venire, a qualsiasi ora del giorno e della notte, per essere consolati, ascoltati, confortati, amati, guardati con lo stesso sguardo di Gesù. Ognuna di queste case è animata da quattro o cinque Amici dei bambini, ragazzi o ragazze, religiosi o religiose di qualsiasi congregazione, sacerdoti desiderosi di dare almeno un anno della loro vita al servizio di questi bambini, nello spirito della “Carta” dell’Opera.
Inoltre, diamo alcuni chiarimenti:
- Un Punto Cuore è prima di tutto un luogo cattolico di contemplazione. Coloro che partono in questo ambito sono d’accordo che la preghiera abbia il primato nella loro vita quotidiana e sia il fondamento di tutte le azioni che essi intraprenderanno. Essi accettano volentieri di consacrare ogni giorno un tempo importante a lasciarsi amare da Dio e colmare del Suo amore compassionevole e dalla Sua tenerezza, e ad adorare il Signore presente nell’Eucaristia, affinché la Sua vita possa diffondersi in tutto il quartiere.
- Un Punto Cuore è un luogo mariano. Attraverso gli Amici dei bambini, è l’Immacolata che vuole amare tutti questi piccoli che la vita ha in fretta spezzato, addolorato, distrutto. Il fatto è che Maria, fino alla venuta del Cristo, vuole rimanere presente in tutti i Golgota del mondo, come è stata presente al Golgota di Suo Figlio. In altre parole, gli Amici dei bambini hanno come principale ambizione quella di farsi guidare in tutto da Lei, di lasciarsi plasmare un cuore che sia identico al Suo. Di conseguenza, è evidente che la preghiera del Rosario, preghiera dei poveri per eccellenza, è la privilegiata dei Punti cuore. Ogni giorno, gli Amici dei bambini lo recitano insieme e ne propongono la recita ai loro vicini.
- Un Punto Cuore è un luogo di comunione ecclesiale. L’Opera vuole essere elemento di unità nella Chiesa. Questa unità si costruisce attorno al bambino nella miseria come altrove si costruisce attorno alla persona handicappata, ammalata o anziana. A questo scopo, desideriamo vivamente che vivano nei punti Cuore giovani provenienti da diversi movimenti (francesi o stranieri) o membri di comunità religiose o istituti secolari differenti. Non è forse necessario che in questi tempi la Chiesa cattolica testimoni in tutti i modi il suo desiderio di comunione e che questo desiderio si incarni in momenti di vita comune, dove si impara a liberarsi dai propri pregiudizi, a conoscersi, ad amarsi, a pregare e a lavorare insieme? Noi abbiamo dunque fiducia che i superiori religiosi, come i vescovi, permetteranno ai membri delle loro comunità o del loro clero di conoscere, qualora ne sentano il richiamo, l’esperienza di passare un certo tempo a servizio dei bambini poveri, in un Punto Cuore, con dei giovani laici.
- Un Punto Cuore è una presenza dell’amore consolatore e compassionevole. Per gli Amici dei bambini, l’essenziale non è il fare. Ci sono scuole, ospedali, orfanotrofi… I Punti Cuore non sono nulla di tutto questo. Sono più semplicemente dei focolari specializzati in nulla, dove i bambini sanno che potranno sempre venire per essere ascoltati, amati, aiutati, compresi. Questo non impedisce, certo, che se l’amore li chiama a questo, gli Amici dei bambini possano dar da mangiare ai bambini, curarli, insegnar loro a leggere e a scrivere, aiutarli in questo o quel compito, accoglierli per una notte, insegnare loro il catechismo e la preghiera.
In altre parole, si tratta, per gli Amici dei bambini, di essere un cuore paterno, materno e fraterno allo stesso tempo, un cuore attento, compassionevole ed accogliente, in quanto per loro l’essenziale consiste nella qualità della loro presenza che sarà tanto più grande quanto più grande sarà la qualità della loro presenza davanti a Dio. In questo senso, gli Amici dei bambini sono prima di tutto dei cercatori di Dio, degli “adoratori in spirito e verità”.
Il Punto Cuore San Josè, a Paranà (Argentina)
Dopo qualche mese di preparazione (esplorazione dei luoghi, preparazione degli Amici dei bambini, azioni che la Provvidenza ha saputo compiere benissimo), un primo gruppo di Amici dei bambini, composto da tre giovani e da un religioso, poté partire il 1° ottobre scorso verso l’Argentina. Il Punto Cuore che essi animano è situato ai margini di una bidonville di una città di circa centotrentamila abitanti, che si trova sulle rive del fiume Paranà, a quattrocento chilometri a nord di Buenos Aires.
L’accoglienza dei giovani da parte della gente del “bario” è stata subito entusiasta. Molto in fretta, i bambini hanno scoperto la missione dei loro nuovi amici, senza che questi avessero avuto bisogno di spiegarla. Due giorni dopo il loro arrivo, essi venivano già ad invadere la loro casa, a richiedere loro l’affetto di cui avevano bisogno, a trascinarli a casa loro perché potessero aiutare i loro genitori a risolvere questo o quel problema o benedire i loro tuguri, venivano a domandare ospitalità per una notte – “Perché la mamma non è ancora rientrata ed io muoio di sonno” – a cercare una medicina perché tremavano per la febbre e i loro genitori non avevano niente per curarli. Per non parlare delle partite a pallone, delle corse folli nella bidonville, delle risate che sembrano per un momento coprire tutti i dolori e le bombe del mondo!
Il Punto Cuore São Vicente de Paulo, a Salvador Bahia (Brasile)
Appena tre settimane dopo, un altro gruppo partiva per il Brasile per installarsi in una grande città in continua espansione dove la miseria materiale e morale è conosciuta da tutti, Salvador Bahia. Il piccolo gruppo di cinque Amici dei bambini ha trovato posto nel quartiere del Lobato, dove le miserie sono innumerevoli. Molto velocemente, gli Amici dei bambini sono stati adottati dai mille piccoli della bidonville e dalle loro famiglie. Appena i bambini si accorgono dei giovani, da ogni parte vengono a gettarsi fra le loro braccia, dove passerebbero delle ore, se non li si incitasse a smettere… Sotto le finestre del Punto Cuore e fino a tardi la notte, Estebao, Ellington, Maria e altri “crianças” chiamano… Alcune mamme portano i loro neonati agli Amici dei bambini perché questi li adottino!… E poi, su indicazione della venerata Irma Dulce, gli Amici dei bambini e il nostro sacerdote vanno a visitare ogni settimana un grande orfanotrofio di circa trecento bambini, situato un po’ all’esterno della città, dove i bisogni di ascolto, di affetto, di insegnamento religioso mi sono sembrati, in occasione della mia visita, considerevoli. Infine, sarebbe necessaria anche l’evangelizzazione dei quartieri dove abbondano le sette…
I giovani che sono qui e che saranno presto raggiunti da tre altri francesi, tra cui una giovane coppia, devono dunque far fronte a numerosi problemi di grande urgenza. Tuttavia, la preghiera rimane la loro missione principale. E poi sono in progetto altri Punti Cuore: in Tailandia, in Colombia, in Perù… che speriamo di vedere aperti prima della fine dell’anno.
Un popolo che si allea al bambino che Erode vuole distruggere
Insomma, alcuni giovani, che speriamo sempre più numerosi, partiranno per vivere questa avventura d’amore in capo al mondo… alcuni quartieri saranno visitati… alcune lacrime saranno asciugate… alcuni cuori consolati…Il problema dei conti minimi non si ferma. Noi crediamo che l’Opera porterà frutti al di là di ogni previsione e, nella speranza, li attendiamo…
Attendiamo che un grande movimento di compassione venga a consolare il cuore di tutti i piccoli che soffrono…
Attendiamo che moltissimi giovani diano il loro tempo per vivere l’esperienza che proponiamo loro…
Attendiamo che persone, movimenti, parrocchie o comunità prendano in carico spiritualmente e materialmente la missione degli Amici dei bambini e si leghino a un’altra persona, a un’altra famiglia, a un altro quartiere, a un altro villaggio…
Attendiamo che il cuore dei cristiani sia sconvolto da questo stato di urgenza che rappresenta l’umanità sotto-alimentata (ogni giorno quarantaseimila bambini muoiono di fame o di malattie benigne)…
Attendiamo che la Chiesa viva sempre di più lo spirito di compassione di Maria ai piedi della croce…
Se l’unico problema dell’uomo è la mancanza di amore, l’unico rimedio non è forse un sovrappiù di amore?
Domani, forse, la terra diventerà un immenso Punto Cuore…