Si mise a lavare loro i piedi...
Da un Punto Cuore all'altro n° 17 e 18
dicembre 1996 - marzo 1997
L'ultimo giorno del pellegrinaggio che Gesù compie sulla nostra povera terra fu d’una ricchezza insospettabile. Lava i piedi di suoi discipoli ed offre a alla Chiesa l’embrione di ciò che sarà il sacramento della riconciliazione; consegna loro il comandamento nuovo; dà loro il Suo corpo ed il Suo sangue ed istituisce il sacramento dell’Eucaristia; affida loro la Sua missione e crea il sacramento dell’ordine. Così facendo, avendo desiderato più d'ogni altra cosa, mangia la Pasqua con i suoi discipoli. Alla fine del pasto, va a pregare al Giardino degli Ulivi e conosce un'agonia terribile, una solitudine spaventosa; sembra improvvisamente invaso da ogni angoscia del mondo. Infine, denunciato da Giuda, riconosciuto dal bacio che gli dà il suo traditore, è arrestato da un gruppo di soldati. La sua ora è arrivata. Il giorno dopo, sarà condannato, in mezzo a banditi, ed alle tre morirà.
Così gli eventi precipitano. Gesù ha così tanta sete di far sapere agli apostoli che egli non li lascerà soli, che dà loro segni su segni della Sua presenza. A ciascuno sembra dire: "Forse me ne vado, ma soprattutto resto... non mancherete di nulla... io non vi lascio..." ed è vero a ciascuno invierà il Suo Spirito!
La moltiplicazione dei gesti e delle parole di Gesù in questo giovedì Santo è là per significare un amore sproporzionato, infinito, inatteso... dinanzi ad tale prodigalita, la Sposa, il cui nome è Chiesa, è presa da stupore... è così tanta la misericordia! E' incredibile! Povera Chiesa, così piccola, così debole, così fragile, superata da tutte le parti dalla audace del suo Amato!
A Punto Cuore, l’ossessione, è d’amare, è di proclamare a tutti coloro che soffocano per mancanza d'amore, che agonizzano nella solitudine, il folle amore che si offre al loro cuore. Inoltre, lo sguardo degli Amici dei bambini raggiunge spesso il Cenacolo ed il Getzemani, tanto questi luoghi parlano loro della loro vocazione. Contemplano ogni gesto di Gesù, ascoltano ciascuna delle sue parole, come per penetrare nel Suo atteggiamento d’offerta.
"Nel corso della cena, Gesù si alza da tavola, depose le vesti, e preso un asciugatorio, se ne cinse." Quindi si mise a lavare i piedi dei discipoli.." entriamo nella passione d’amore di Gesù, nella sua passione di dolore, entriamo nella missione degli Amici dei bambini lasciandoci abitare da questo gesto."
1. Lava loro i piedi come per manifestare loro la sua (la loro) missione di servo (i)
Il pranzo della festa è forse appena cominciato. Se sempre a Seder si compie con una certa gravità, quest'anno la gravità è più grande ancora: di qui a poco il Signore compirà la sua Pasqua. Naturalmente Gesù è al corrente di quest'evento, gli apostoli, loro, ne hanno soltanto il presentimento. Qualche cosa di grande, qualche cosa come un dramma si verificherà, ma quale?
Quando Gesù si alza, immaginiamo gli sguardi ansiosi, curiosi, attenti dei suoi: "Che farà?" già li lascerà? "Il Maestro si mette a distanza." Toglie il suo abito. Ciò incuriosisce di più ancora. Per tale pasto, non si veste più? Perché sembra svestirsi?
Gesù ha già perso le prerogative della sua divinità; Sembra ormai perdere i suoi diritti di Signore e di Maestro; Si presenta come un povero servo. Questa volta, il suo cammino non lascia alcun dubbio. Compie una discesa dura. E se teme di bere il calice sino alla feccia, per contro non si difende, non cerca di impressionare, toglie la sua tunica. E dinanzi a ciascuno dei suoi amici, si mette in ginocchio, come un mendicante, come sole armi un bacino d’acqua ed un asciugamano. Il suo sguardo è forte e, ad un tempo, perfettamente umile. Sembra implorare con un rispetto immenso la libertà di ciascuno: "Vuoi?" - "Così facendo, Cristo rivela la sua missione:" È servo - servo della volontà del Padre, servo degli uomini. E compiendo il servizio più umile, compie il servizio più sublime: la liberazione dell’uomo. Gesù immerge nell’acqua i piedi dei suoi discepoli, li sfrega con le sue mani, li pulisce con l'asciugamano che, secondo Adrienne von Speyr, sta a significare la Chiesa che raccoglie la grazia sovrabbondante di Dio. Pulisce i piedi, ed il cuore di ciascuno se è purificato. Ogni gesto del signore - compreso il più esterno - raggiunge l'intimità più profonda del cuore.
Osserverà gli uomini mettendosi più in basso di loro, come un bambino osserva gli adulti, come un vecchietto tutto curvato raddrizza la testa, come un paralizzato - e si lascerà osservare dall'alto dai suoi, come se accettasse il loro giudizio, come se li prendesse per maestri. Si mette in basso, bene in basso, per alzare coloro che lo temono, per sollevare tutta l'umanità.
Ad un momento dato della loro esistenza, giovani si alzano, lasciano la tavola della loro vita presente poiché sono chiamati ad un'altra tavola. Qualcuno sembra avere fatto loro segno - Qualcuno dal viso invisibile di cui qualcuno, tuttavia, indovina il nome. Si mettono a distanza. Sembrano prepararsi a partire per un viaggio sconosciuto dove i bagagli sono di troppo. Tutto ciò che hanno, si direbbe cerchino di abbandonarlo. Vogliono avere le mani vuote per avere il cuore pieno. Non portano via né medicine, né penna, né computer... come strumenti della loro azione, non hanno che il loro corpo ed la loro croce.
Presto si dirigono verso una diversa tavola - si curvano, si inginocchiano - da molto in basso, guardano verso i loro nuovi maesti: poveri bambini dal cuore tagliuzzato dalla solitudine, dalla violenza, dalla non purezza dei loro parenti. Li considerano come un seme di speranza e li supplicano che accettino l’amicizia che offrono loro: "Ricardo, vuoi essere mio amico?" Qualcuno per risposta, lancerà loro pietre, offrirà loro il pugno: "Non mi laverai i piedi. No, mai! Altri si getteranno nelle loro braccia:" "Ah, Signore! non i piedi soltanto, ma anche le mani e la testa!" Alla fine, al di là delle risposte violente o d’amore estremo, uno stesso grido:" "Voglio essere amato, ma voglio esserlo sino in fondo!" "Sete d’un amore infinito!"
Non esiste un gesto più rivoluzionario della lavanda dei piedi: quest'ultimo mette in rovina tutte le intelligenze, rovescia tutti i cuori: Dio, sfregare i piedi degli uomini?! E'questo dunque Dio? è questa dunque la sua potenza? E'dunque così che si realizza la salvezza dell’umanità?
A Punto Cuore, si crede che le vere rivoluzioni non siano né economiche, né politiche, né tecniche. Sono nella sfera dell’amore. San Vincenzo de Paoli non è più rivoluzionario di Robespierre, Madre Teresa più di Marx o del Che? E colui che si mette in ginocchio non rende l’umanità più felice di quello che impone un giogo? Si tratta semplicemente, nello stile del suo Maestro, ristabilirla nella sua dignità.
2. Lava loro i piedi come si sigilla un'alleanza
L’Incarnazione è un matrimonio. E' il più intimo dei matrimoni. Nessun uomo poserà una donna, nessuna parte sposerà una causa come il Verbo ha sposato l’umanità. S'incarna nel seno di una donna, sposa una carne, sposa una natura, diventa ebreo, diventa "il Figlio di Giuseppe e di Maria". Presto, senza essere peccatore, sposa la condizione del peccatore. Come nessuno, soffre nel Suo spirito e nel Suo corpo le conseguenze del peccato: conosce la paura, l’angoscia, la tristezza, la morte. Non fugge alcuna realtà umana, l’affronta di petto perchè sceglie di compiere la sua vocazione di Redentore assumendo la totalità della realtà, sposandola integralmente.
Gesù vede i piedi di Andrea, di Giacomo, di Giovanni - Egli sa che sono sporchi. Non sono sempre i piedi che prendono la polvere, che s’irritano e si feriscono? E più il suo sguardo fissa i piedi dei discepoli, più, allo stesso tempo, va oltre. Osservando ogni particolare, il Signore penetra sino alle intenzioni del cuore: "Siate puri" non tutti, tuttavia - "attraverso ogni parte, raggiunge la totalità, poiché ogni confessione parziale emerge, prende posto nel quadro di una confessione generale."
Per i discepoli, questo gesto del Maestro crea con lui una relazione nuova. L’uno dopo l'altro, scoprono che sono conosciuti da lui come nessuno li conosce - non come la loro sposa, non come il loro amico più vicino, non come loro stessi. Il Signore sa. Sonda l'intimo ed i cuori. Sa tutto diloro - sono nudi dinanzi a Lui e, tuttavia, non hanno paura, non temono nulla - al contrario, gustano una pace unica - fanno un'esperienza del tutto opposta a quella degli ebrei spogliati dei loro campi, uccisi,scherniti, feriti nel più intimo. Lo sguardo del Signore non giudica, li ricrea nella grazia, li rinforza. Il Suo sguardo sposa i suoi amici, sposa tutto di loro elevando ciò che sono in ad un rispetto inaudito. Li fa passare alla loro vocazione. Non è in questo momento che Simone diventa realmente Pietro? A questo punto, l’amore del Cristo per ciascuno dei suoi amici è tanto ardente da scoppiare in singhiozzi, come se il loro cuore fosse decisamente troppo stretto per accogliere un tale dono!
Così, la lavanda dei piedi è più che una semplice lavanda dei piedi - è il gesto che Cristo sceglie per manifestare a ciascuno l’amore unico, infinito con cui li afferra. E' un gesto sponsale, è il segno dell’alleanza che Egli sigilla con ciascuno di quelli che salva; è come la corona della sua incarnazione. E' il più bel bacio di misericordia alla miseria, il più salvifico.
Tutta la missione degli Amici dei bambini ha lo scopo di riprodurre il gesto della Lavanda dei piedi: "Se dunque vi ho lavato i piedi, io, il Signore ed il Maestro, voi anche dovete lavarvi i piedi gli uni agli altri." Vi ho dato l’esempio perché facciate come ho fatto a voi" questa missione, in un certo modo, è una missione da confessori fede nella misura in cui consiste nell'affrontare le tenebre in un combattimento a volte violento." Gli Amici dei bambini visitano le discariche, e non si turerano il naso; vanno nelle prigioni, e non si mettono un giubbotto anti proiettile; incontrano i lebbrosi ed i malati di AIDS nei loro ospedali, e non portano guanti igienici. Respirano l’odore pestilenziale degli scarichi; osservano negli occhi i prigionieri; abbracciano i lebbrosi. Ed al di là di questo contatto, affrontano i cuori dei loro amici: cuori marciti, cuori lebbrosi, cuori prigionieri. Scoprire il loro cuore è la cosa peggiore: un cuore marcito, un cuore lebbroso, un cuore prigioniero. La tentazione di fuggire quest'inferno è grande. L’appello che riceviamo è di tenerli, di tenerli ben stretti che è lavare. E lavare è abbracciare. Ed abbracciare è sposare. E sposare è salvare.
Ogni giorno, gli Amici dei bambini trasformano gesti d'una banalità evidente. Lavano una donna alcolista bagnata nel suo vomito; aiutano i bambini a raccogliere, nelle zone ricche, i "desperdicios" [gli avanzi in lingua spagnola - N.d.t.] che nutriranno i maiali della famiglia; ascoltano un papà del quartiere che la sua cattiva condotta ha messo in prigione... Dinanzi a ciascuno - e dinanzi a loro stessi: poiché ogni incontro con il diverso è doppiamente una nuova incontro con sé stessi - stanno in ginocchio, ed osservano, e lavano con le loro lacrime, ed alleviano con la grazia. E più passa il tempo, più si sentono piccoli dinanzi a tale mistero di sofferenza. Presto non sono più in ginocchio, sono a terra... La nudità di tutti si rivela allora di più sino in fondo: più che mai diventano l’orecchio che si riempie di segreti, lo sguardo che accoglie, il cuore che funge da rifugio. Hanno ormai l’atteggiamento che dispone a qualsiasi fiducia.
Tutti questi gesti quotidiani prendono una dimensione che solo l’amore può conferire. Se, per il Signore, piedi lavati significassero peccati tolti, non si può dubitare che il lavoro degli Amici dei bambini - ed di quanti altri! - conduca ad una vera liberazione - dei loro amici e di loro stessi: chi lava è lavato - il marcito diventa succulento, il tenebroso diventa luminoso, l’impuro diventa puro. Lo svelamento della miseria che permette l’ascolto affettuoso diventa per i peccatori rivelazione della misericordia. E questa rivelazione è evangelizzazione. I piedi lavati aprono all'incontro con il Signore, come il banale apre al sublime...
Ogni confronto dei nostri Amici con la miseria e la ferita dei bambini, ogni confronto vero, sigilla un'alleanza con ciascuno di questi bambini. Non ci si può scopre in verità l’uno di fronte all'altro - e quello che ascolta si consegna spesso quanto quello che parla, quello che vede quanto quello che è visto - senza che, di conseguenza, si sia legati da un segreto che non appartiene che a voi. E' il segreto che unisce l’amico al suo amico. E' il segreto che unisce il coniuge al suo coniuge. E' il segreto che unisce il confessore al penitente. E' il segreto che unisce ogni cuore a Dio. E questo segreto, sorto della Lavanda dei piedi, è come la celebrazione di cerimonie nuziali molto intime tra l’Amico dei bambini ed ogni bambino che conosce con il suo nome. Attraverso questo bambino che amo sino a lavargli i piedi, è il popolo di questo bambino che sposa l’Amico dei bambini, come Gesù sposò il popolo degli uomini lavando, una sera, i piedi di Giacomo e di Giovanni
3. Lava loro i piedi come per manifestare loro la loro dignità
Per conoscere bene l’uomo, occorre entrare nello sguardo del Redentore dell’uomo. Infatti, la percezione che ha di sé l’essere umano, lasciato alle sue risorse, è sempre segnata dallo squilibrio: o egli s’esalta sino a deificarsi, o s’abbassa sino a distruggersi. Oscilla tra l’esagerazione e la riduzione. Le ideologie sono tutte viziate da questa tendenza: per alcuni l’uomo è tutto, per altri non è nulla. E' ciò che le rende nell’insieme insufficienti alla realtà e favorisce i fallimenti più drammatici alle quali tutte, un giorno o l’altro, giungono. Fra gli uomini, alcuni si vedono di solito come in uno specchio che si restringe - e navigano sulle acque della disperazione, della malinconia - altri si contemplano come in un cristallo che ingrossa - e l’orgoglio li abita. Altri ancora non cessano d’oscillare: nello stesso giorno, si credono a volte dotati d’una potenza straordinaria, a volte incapaci di tutto. Ed è vero: conoscersi esattamente come si è, integrando le multiple dimensioni che ci abitano, richiede una saggezza di cui nessuno è dotato, solo l’Immacolata.
La presenza del Cristo ai piedi di Pietro, Giacomo, di Giuda rivela l’uomo all’uomo. Gli fa comprendere la sua dignità stupefacente - il Signore l’ha fatto un po' inferiore ad un dio! - e la sua miseria terribile - è gettato fuori dal giardino di Eden. L’uomo è colmo di tale dignità che Dio non ha esitato ad incarnarsi per salvarlo. Ma anche è così ferito che occorrerà la ferita della croce per ristabilirlo nella sua bellezza di figlio. Così come il Prodigo, ciascuno è invitato a vivere nella casa del Padre e si va a trascinare fra i maiali! È re e schiavo - è libero e prigioniero - è il sapere che Gesù offre a quelli che si lasciano lavare i piedi da Lui. E' il sapere che Gesù porta a Pietro, dopo il suo rinnegamento: nello sguardo del Cristo, silenzioso e pieno di parole, l’apostolo scopre infine chi è - e, questa volta, l’accetta - : un uomo peccatore, terribilmente peccatore, per cui Dio non esita a consegnarsi in sacrificio.
L’immagine che gli amici dei nostri quartieri hanno dell’uomo è terribilmente confusa. Sono mal disposti verso l’uomo: quello degli altri quartieri, della politica, del varietà, l’uomo pieno di disprezzo e di potenza; quello del loro quartiere: l’uomo pieno di violenza e di disperazione. Si possono immaginare facilmente le domande del loro spirito: a che pro l’uomo? Cosa vale ? Non è forse una passione inutile ? E tuttavia nascono da loro bambini, molti bambini, come un tentativo, incessantemente rinnovato, di credere nella bellezza dell'uomo, come un atto di folle speranza in Dio, Creatore dell'uomo.
Là dove abitano gli Amici dei bambini, famiglie vivono in capanne malfamate, donne sono violentate, a volte, dei piccoli sono uccisi per trecento franchi - la storia "di pulire" le vie! La dignità dell'uomo sembra appena più grande di quella dei gatti o dei ratti. L'arrivo degli Amici dei bambini in un quartiere non vuole essere una lezione - non certo d'umanità! Vuole essere un Vangelo che vale almeno il prezzo della sofferenza che i nostri volontari pagano nel lasciare la loro famiglia, i loro amici, il loro paese. Questa buona novella è la dignità dei più piccoli tra gli uomini, manifestata non da carte e congressi, ma da mani sporcate al loro servizio.
Spesso, lo sguardo che gli altri hanno su noi finisce per essere lo sguardo che si porta su di sé e sul proprio destino. In ciò i nostri amici non sono stati salvati: si sono visti esclusi, respinti, diminuiti. Si sono visti associati ai rifiuti che cercano, che separano e che vendono. Si sono visti sporcati dallo sguardo di quelli che li hanno visti sporchi. Occorre che lo sguardo dei nostri Amici dei bambini, come qualsiasi facchino del Vangelo, sia così carico d'amore e di rispetto che possa superare tutti gli sguardi di disprezzo e di odio di cui sono stati le vittime innocenti da quando i loro occhi si sono aperti. Perciò, non c'è altra soluzione che mettersi in ginocchio con Cristo davanti Pablito, dinanzi a Pietro e davanti a tutti gli altri, ed osservare ciascuno lasciando passare nei nostri occhi la luce dell'amore di Cristo. È comprendendo a che punto Dio può amare l'uomo attraverso l'uomo che poco a poco scopriranno la loro eminente dignità.
4. Lava loro i piedi come per aprirli ad un regalo più grande
Se la lavanda dei piedi ha suscitato nel cuore degli apostoli una gioia reale, egli li ha anche lasciati stupefatti, nonostante il tentativo fatto da Gesù di spiegare loro il suo gesto: "Se io, il Signore ed il Maestro..." In fondo, perché ha cominciato la cena in questo modo?! Come ha potuto arrivare là?! Sì, perché?!
Un tale evento li svia. Sono tentati di fermarsi. Si osservano reciprocamente come per provare a trovare negli occhi dei loro compagni una spiegazione definitiva all'atteggiamento del loro Maestro. Ma nessuno sa... Non c'è del resto motivo a cercare a livello della ragione, tutto è da capire a livello dell'amore... Presto, nel Cuore aperto, saranno rivelate le motivazioni più segrete. Ma, per il momento, è il momento della sorpresa, è il regno della stupore.
Per Cristo, la lavanda dei piedi è un preludio, è un inizio. Non ha nulla di un atto di compimento. È il gesto della soglia... Così come la Messa non è finisce con il Confiteor, il pasto di Pasqua non finisce con questo atto di preparazione, anche se già sembra caricato di una vera pienezza
Ma con Cristo, sempre il cammino va di pienezza in pienezza, di dono perfetto in dono perfetto. Ed i discepoli sono ancora sconvolti più che intrigati
quando il Signore, dando loro il pane, prosegue: "Questo è il mio corpo!"
Il dono della misericordia, del servizio umile, risulta nel dono del corpo, dell'essere tutto intero. Gesù comincia con il purificare i suoi perché l'amore non può coincidere con la tiepidezza, l'amarezza, l'egoismo. In loro, tutto lo spazio deve essere liberato per l'amore infinito che il Cristo vuole portare loro. Con loro, vuole farsi che uno. La Lavanda dei piedi non ha altro senso che permettere questa "comunione", questa identificazione definitiva del Maestro con i suoi discepoli che trionferà nel momento in cui si presenterà al Padre caricato di tutti i loro peccati come fossero peccati suoi.
La prima visita che fanno gli Amici dei bambini ad una famiglia porta ad essa qualcosa di definitivo. È chiamata ad un giorno dopo, altrimenti è come inutile, o criminale, bussare ad una porta. Qualsiasi visita impegna verso un sempre-più. Invita ad un dono totale, propriamente eucaristico. Prima di fare un passo d'amicizia, occorre essere coscienti di questo concatenamento del dono, che ha a che fare con l'amore. Ciò evita rotture più penose ancora che non infelici prime relazioni di vicinato.
Ogni visita comincia umilmente. Anche se il dono totale di sé può essere nascosto, ma ormai deciso, si esprime di fatto in modo ben limitato. Si bussa alla porta, si entra nelle case non per offrire di colpo il proprio corpo ed il proprio sangue - chi ne vorrebbe? - ma per proporre un servizio: si può pulire un po'la casa di una vecchia signora, si possono fare le sue compre, si può asciugare una lacrima, lavare un bambino. Il servizio è una premessa. A volte è una scusa. Sempre, è un passaggio - a volte che umilia - verso una communione, verso un'alleanza che porta in croce, verso un'identificazione:
essa (questa persona), sono io; io, sono lei.
5. Lava loro i piedi come per rivelare loro il vero cuore del Padre
La Lavanda dei piedi dona all'uomo una giusta conoscenza di sé stesso. Ma non è l'essenziale. Nel Cristo in ginocchio dinanzi ad ogni discepolo, è il cuore del Padre che si rivela. Mentre sfrega i piedi dei suoi amici e li pulisce con la biancheria che porta aai fianchi, Gesù dice il Padre, Gesù vive il Padre: "Chi ha visto me ha visto il Padre..." È un invito alla più decisiva delle rivoluzioni intellettuali.
Ultimamente, sulle strade della Tailandia, passavo di pagoda in pagoda e vedevo, sotto i loro ripari, statue enormi del Buddha, magnificamente dorate. Mi sono alla fine chiesto se l'importanza della pagoda non fosse proporzionale alla dimensione del Buddha. Si fa Dio ampio... Si dora Dio... Si porta in alto Dio... ma, il cammino che il Signore sceglie per rivelarsi è all'opposto... In Gesù, Dio si abbassa, Dio si restringe, Dio si annerisce. Non si mostra gigantesco - il Dio temibile - ma umile - il Dio vulnerabile. C'è stata, d'altro canto, la teofania sul monte Oreb - l'uomo avrebbe potuto comprendere altre cose? - c'è ora la teofania davanti a questa bacinella, in presenza di questi piedi sporchi. Presto, ci sarà ancora la téofania in questo pezzo di pane, ci sarà la teofania sul Golgota. L'uomo comprenderà allora che la grandezza di Dio viene dalla sua capacità di abbassarsi, che il suo privilegio è di potere prendere qualsiasi ultimo posto, che la sua pazzia è di soffrire più ancora dell'uomo, secondo un modo che a noi sfugge? E tutto ciò per rivelare soltanto una cosa: Dio è misericordia.
Come immagine e somiglianza di Dio, l'uomo è chiamato ad essere misericordia. È forse ciò che gli è più difficile. È forse così, in questo ambito, che appare meglio l'abisso presente tra il Creatore e la creatura. Il cuore dell'uomo è così tanto riempito di giudizio, di ambizione, di violenze! Dio lo sa bene e tuttavia, confidando all'infinito, osa lanciargli quest'appello: "Siate perfetti come il Padre celeste è perfetto..." Si può vedere questa perfezione come una realtà astratta. È certamente la più concreta. Significa semplicemente: "Siate lavatori di piedi!" Siate ostie, cioè un pane da mangiare! Siate vittima innocente! Servite! Offrite! Perdonate!
Gli Amici dei bambini impareranno nella bidonville, in mezzo ad un'umanità abbastanza ferita, ad essere come Dio, porre in Gesù gli atti di Dio, avere il Suo sguardo, dire le Sue parole. Attraverso loro, i bambini e tutti i nostri amici impareranno, riguardo a loro, a scoprire il viso di Dio che si dedica a loro. Il nostro Dio non è un Dio lontano, ma un Dio così vicino che si potrebbe dimenticare di vederlo... È un Dio che si vuole all'altezza dei più piccoli, alla loro portata. È un Dio che corrisponde esattamente alle necessità del cuore di ciascuno. È un Dio che colpisce i grandi e riempie i
piccoli, quando dice: "Non sono venuto per i sapienti e gli intelligenti, ma per i malati ed i peccatori!". "E'un Dio che è cuore, tutto cuore, nulla che un cuore "(Maurizio Zundel)." È un Padre che è come una Madre! È il mio Dio, di cui sono fiero....