Nel mondo > Avvenimenti nel mondo > Napoli > Avvenimenti a Napoli > Napoletanamente
Seconda lettera della missione di Rosa Anna Tramontano ![]()
Prima lettera della missione di Rosa Anna Tramontano![]()
Le foto della messa "di invio in missione" ![]()
Primo messaggio appena arrivata ![]()
Omelia di padre Guglielmo Trillard della "messa d'invio in misssione" ![]()
30 Settembre, Fazenda do Natal, Salvador da Bahia, Brasile
Cara famiglia, cari amici, cari padrini
Dopo circa tre mesi di missione qui in Brasile, è arrivato il momento per me di ritornare a casa e di tirare le somme.
Questi tre mesi hanno segnato la mia vita senza dubbio, e quando dico questo sono cosciente di ciò che significa. Prima di partire avevo questo desiderio di fare un’esperienza con Punto Cuore, e finalmente grazie all’appoggio della mia famiglia e di tutti coloro che mi hanno aiutata in un modo o nell’altro, il mio desiderio è diventato realtà. Sapevo che avrei ricevuto molto da questa esperienza, ma non sapevo che si trattasse di così tanto.
Quasi ogni giorno della mia missione mi sono chiesta: è vero che sono qui? È vero che ho la fortuna di conoscere queste persone che nonostante la loro povertà hanno un cuore così grande e ricco? Mi sembrava un sogno dal quale, vi confesso, non volevo svegliarmi.
È molto difficile descrivere tutte le sensazioni che mi stanno accompagnando in questo periodo di fine missione. C’è una grande gioia, ma al tempo stesso una profonda tristezza... la tristezza di una persona che sta per salutare, forse per sempre, delle persone che anche se per poco hanno contribuito alla crescita di questa. Ognuno di loro che ho incontrato qua, mi ha dato qualcosa, dai più piccoli ai più grandi. Ho imparato a voler bene anche nelle difficoltà, e ho scoperto la bellezza delle piccole cose.
La mia missione è stata vissuta quasi a 360° , dico quasi perché qualche volta i miei limiti hanno preso il sopravvento. La vita comunitaria non sempre è stata facile. Molte volte, soprattutto all’inizio, mi sono sentita sola e con una grande nostalgia dei miei amici e della mia famiglia, ovvio! Ma poi le prime amicizie sono iniziate a nascere, e così tutto più o meno è andato migliorando.
Come vi ho già scritto nella prima lettera, per un periodo ho vissuto in una casa con solo donne brasiliane, ma poi ho combiato e sono andata a vivere in un’altra con Vanessa (brasiliana) e due bambini: Marcos (7) e Daniel (4). All’inizio ero felice di questo cambio, solo che la realtà non rispecchiava ciò che io avevo immaginato. La convivenza non sempre è stata tranquilla e facile, ci sono stati momenti in cui ho dovuto gridare per farmi ascoltare dai bambini, e anche con Vanessa non sempre tutto era rose e fiori, ma come ci sono momenti brutti, ci sono anche momenti molto belli. Finalmente sono le piccole cose che qui hanno contato veramente per me, come per esempio dare la buona notte ai due piccoli, o andare a fare una passeggiata con Vanessa per raccogliere qualche cocco per fare un dolce, oppure conversare con qualcuno lavando i vestiti, o trascorrendo un giorno di riposo in compagnia di qualcuno che mi porta a conoscere Salvador. Sono alcune cose belle che mi hanno aiutata a far fronte ai piccoli problemi che ci sono stati, ma che hanno contribuito a rendere bella finalmente la mia missione.
Da qualche settimana Vanessa é andata via dalla Fazenda per riflettere su cio che lei desidera veramente, ma a farmi compagnia ora in casa da circa due settimane c’é una donna francese di 63 anni, Gabriella, che anche se ha alcune difficoltá iniziali, é una persona dinamica e con una grande voglia di servire il Signore attraverso il lavoro di tutti i giorni qui nella Fazenda. A volte ci fermiamo a parlare e a cantare dopo cena, e sempre mi impressiona la fede che lei ha e il come si rimette nelle mani di Dio quando, nonostante i 63 anni, si sente troppo piccola per alcune cose della missione. Molte volte mi guarda e mi dice: « come faró quando tu sarai partita? » e poi alza gli occhi al celo e dice: « ti prego Signore, aiutami, stammi vicino tu puoi tutto! ».
Una persona che ugualmente mi ha attratta é Evandro un ragazzo di 15 anni. La sua storia, come quella di quasi tutte le persone che sono nella Fazenda, é un pó particolare. Prima di arrivare qui da noi, abitava nello stesso quartiere dove sta anche il Punto Cuore de “La Sagrada Familia”, ma da circa 8 mesi vive qui. Qualche volta é difficile capire il suo umore, e soprattutto non sempre é facile essergli accanto, ma io ho avuto la fortuna di avere una piccola amicizia con lui. Nonostante sia alquanto ribelle, sa allo stesso tempo donarsi di una maniera cosí naturale e bella che mi colpisce molto. Penso soprattutto a quando si prende cura di Diego, una ragazzo autistico di 21 anni che sin da piccolo abita nella Fazenda. Proprio martedí scorso parlavo con Helena che si prende cura di Diego, dell’attitudine di Evandro con Diego, e anche lei é spesso meravigliata e a questo ha aggiunto: « é normale, c’é una grande amicizia tra i due! », é bello di vedere come un legame di amicizia cambia la maniera di essere di fronte all’ altro.
Per un periodo mi sono sentita un pó sola, ma subito Dio mi ha inviato delle persone che senza saperlo mi hanno aiutata, non a caso ho scelto quella frase iniziale. É una meraviglia per me di vedere come poco a poco ognuno di loro sia entrato nel mio cuore. Penso per esempio a Lúcia che mi dice: « mi mancheranno le passeggiate con te! », oppure penso a Marcos che mi guarda e poi abbracciandomi mi dice: « ma tu tornerai, vero? » o ancora ad altre persone che in un modo o nell’altro hanno segnato questi tre mesi.
So che giá l’ho fatto, ma non posso smettere di ringraziare tutti voi per l’appoggio. Particolarmente la mia famiglia e i miei amici piú cari di Punto Cuore, che hanno sempre saputo trovare il modo di essermi vicino e di farmi sentire il loro affetto.
Ogni esperienza qui mi ha aiutata a crescere e a scoprire una nuova parte di me stessa che non conoscevo.
Credo che il lavoro piú grande l’abbia fatto Dio, che mi ha aiutata quando la cultura brasiliana era troppo forte, o quando i miei limiti lo erano, o quando la solitudine si é fatta sentire. Ho scoperto che l’amore puó tutto, anche andare oltre il “male” che le persone possono farti. Qui in Brasile ho imparato a valorizzare ció che quotidianamente mi é dato, e che in Italia non sempre era palese. Ho scoperto che si puó sentire il calore delle persone che si ama nonostante la distanza e credo che questo mi aiuterá un poco a non “piangere” troppo quando finalmente sabato saluteró i miei amici brasiliani per incontrarmi con tutti voi.
Ringrazio Dio per il vissuto di questi tre mesi e per tutte le persone che ha messo sul mio cammino.
Tanti baci e abbracci, eu gosto de voces,
Rosa Anna.
9 Agosto, Fazenda do Natal, Salvador da Bahia, Brasile
Cara famiglia, cari amici, cari padrini
Sono ormai 3 settimane che sono arrivata alla Fazenda e ancora sento l’impazienza che mi ha accompagnata per tutto il viaggio. Nel periodo precedente alla mia partenza le cose da fare erano tante che non ho avuto il tempo di pensare alla mia missione se non dal lato concreto di essa (padrini, vaccini, bagagli, documenti, ecc.).
Nell’aereo, soprattutto in quello che va da Francoforte a Salvador, la mia impazienza si è fatta sentire. L’emozione di conoscere il mio nuovo paese per tre mesi, le persone che sarebbero state il mio “piccolo popolo”, la mia nuova casa, era molto grande. Finalmente dopo 22 ore di viaggio fatte di cambi, di attese, di preghiera e di stanchezza, siamo arrivati in Brasile.
Da questo punto diventa più difficile spiegare tutti i sentimenti che si sono fatti sentire in me. Ci provo!
Appena le ruote dell’aereo hanno toccato la terra, ho sentito battere il mio cuore come quando l’Italia è ai rigori nei mondiali... non so se rendo l’idea! Ero emozionatissima! Ad aspettarci c’erano Lucas, Stefani, Aparecida e Gabriel, ma anche alcuni del Punto Cuore della Coroa da Lagoa che erano lì per accogliere la famiglia di Pedro (un amico dei bambini) che ha viaggiato con noi. Tanti abbracci, tanti saluti, tante parole di benvenuto, e io che ballottavo di qua e di la senza capir niente. Dopo i vari saluti e presentazioni, ci siamo diretti alla Fazenda. Bisogna dire che il Brasile forse è conosciuto troppo per le cose brutte, e troppo poco per la bellezza della natura e dei volti delle persone, che una volta qui è difficile rimanere indifferenti.
All’arrivo nella Fazenda la gioia si è fatta persona. Le campane suonavano, le persone e i bambini correvano da ovunque per salutare Padre Guglielmo e per conoscere la nuova “moça”(ragazza). Padre Arnaud mi spiegò dove e con chi avrei vissuto per un po. La mia casa fui prima S. Francisco e Madre Teresa dopo, sempre insieme a 5 ragazze brasiliane: Lucia (Uba) e sua figlia Magali (Bel), Vanessa(Bujão), Ingride e Pauline che è la nipote di Filipão (responsabile della Fazenda) venuta per l’ordinazione. Dopo una settimana c’era scritto fuori la porta: “A casa das malucas” (la casa delle pazze). Mi piace molto essere con loro, questa convivenza mi aiuta ad entrare rapidamente nella cultura brasiliana, che per certi versi è molto bella, ed è anche buono per apprendere rapidamente il portoghese che parlato dai brasiliani non è molto facile. Ma sono felice di dire che finalmente capisco quando mi parlano e anche quando scherzano tra loro.
Ora non abito più con loro, ma sono nella casa S.João insieme a Vanessa, 2 ragazze francesi che fanno parte di un gruppo che viene per aiutare a ristrutturare alcune case per 3 settimane, e 2 fratellini Marcos (7) e Daniel (4, nella foto in basso). La convivenza non sempre è facile, ma tutto, anche le difficoltà, fanno parte della mia missione, e i momenti belli mi aiutano a non stancarmi di alcune cose. Ogni giorno devo preparare la colazione per i bambini che dopo vanno a scuola fino alle 17.00 (ora in cui ritornano). Dopo che hanno fatto il bagno, andiamo a messa e poi ceniamo tutti insieme. Alcune volte aiuto Marcos a fare i compiti della scuola, è un bel momento, anche se qualche volta difficile, mi ricorda ciò che facevo con Laura in Italia. La loro storia è molto particolare, prima di arrivare nella Fazenda 3 anni fa, i due piccoli vivevano con la madre in una casa molto sporca e piena di ratti. Grazie all’amicizia di un prete che conosceva la situazione e anche i vari movimenti del giudice, è stato possibile avere in affidamento i due. È impressionante per me vedere come gli occhi di ogni persona che incontro qui, mi parlino. Anche nei due si vede tanto bisogno di affetto e bisogno di una presenza, anche femminile. Mi fa piacere di poter passare con loro il mio tempo qui nella Fazenda.
Ritornando al mio arrivo, dopo la sistemazione in casa siamo stati a messa dove tutti alla fine si sono messi in cerchio per invocare lo Spirito Santo. Purtroppo non ho foto di quel momento, ma il ricordo è ancora fresco nella mia mente. I giorni seguenti si è trattato piuttosto di scoprire e osservare. Alcune amicizie iniziano a nascere, per esempio c’è una bimba che mi chiama: minha mai (mia mamma), non so perché ma lei non ama molto i gesti affettuosi, ma quando mi guarda vedo in lei una grande voglia di dare e ricevere affetto. Mi piace molto lei!
Anche con Lucia sta nascendo qualcosa, spesso lei viene da me per chiedermi aiuto su alcune questioni, o su cose che lei non riesce a giudicare, o spesso mi chiede di spiegarle che significano alcune frasi del “Piccolo Principe”. E’ bella lei, qualche volta non si capisce molto il suo carattere, scherza molto e sembra un po scontrosa, ma quando è tranquilla si vede chiaramente nei suoi occhi una grande attesa... e sofferenza. È anche la madre di Bel (Magali) e da 6 anni vivono insieme nella Fazenda.
Nel mio primo giorno di riposo insieme ad un gruppo di ragazzi della Fazenda, siamo andati al “grande lagão” (grande lago). Era molto bello, qui la bellezza della natura è un qualcosa di spettacolare stupefacente, figuratevi che io solitamente non amo camminare per ore nelle montagne, ma la bellezza può tanto anche guarire la mia stanchezza e pigrizia. Al ritorno io e Bel abbiamo fatto un tratto in bici, mi è piaciuto molto ciò anche perché trovo che l’amicizia sopratutto nei primi tempi ha bisogno di passare attraverso la condivisione di alcuni hobbies comuni.
Una cosa molto bella che mi è accaduta è stata la realizzazione di un mio desiderio. Il giorno dopo che sono arrivata, una bambina di 7 anni, Rafaela, mi accompagnò a fare un giro per conoscere la Fazenda e la sua mamma che vive lì da 2 mesi insieme ai tre suoi fratelli maggiori Mateus(11), Diego(10) (che sono nella foto) e Rafael (23). Mentre giravamo lei mi spiega che lei insieme a Mateus e Diego non vanno a scuola perché non sanno niente. Questa cosa mi ha trafitta ancora di più perché non potevo aiutarli anche se mi avrebbe fatto molto piacere. Dopo qualche giorno Stefani, che sarà la mia guida per questi tre mesi, mi spiegò quali sarebbero stati i miei compiti, ed oltre ad occuparmi di due bambini Daniel (Dan Dan) e Marcos, avrei anche aiutato i tre piccoli che non vanno a scuola ad apprendere a leggere e scrivere. Dio aveva ascoltato il mio desiderio!
Sono stata una settimana nel Punto Cuore della città di Simões Filho vicino la Fazenda. Beh, che dire, un’ esperienza di amicizia e di presenza differente per certi versi, a volte molto difficile da vivere, ma che nel fondo è la stessa che si vive nella Fazenda. Quando sono arrivata volevo conoscere la storia di ognuno per vedere poi i cambiamenti, ma dopo la visita al Punto Cuore del quartiere non volevo più sapere di prima, perché la Fazenda insieme alle persone che vi vivono è già un miracolo, e che tutto il loro percorso con Punto Cuore è qualcosa di forte.
Col Punto Cuore sono stata anche al mare e ad un concerto di un gruppo molto conosciuto in Brasile: i Genesis. Ora tutti ci stiamo preparando per l’ordinazione sacerdotale di Filipão, sarà una grande festa!
Nelle varie e-mail che ho ricevuto e letto, mi ha fatto molto piacere sapere che pregate per me e la mia missione, è molto importante perché qui gli incontri sono molti, come anche i problemi che incontro, ma tutto entra nel mio Si iniziale.
Ringrazio anche coloro che mi hanno aiutato economicamente.
Ora vado a fare il pane insieme a Ednaldo (Pity) e da buona napoletana la pizza, stasera ci sarà una festa per accogliere un gruppo di francesi e ognuno prepara qualcosa, e io la pizza! Ovvio!
Tanti baci e abbracci,
Rosa Anna.
17 luglio, Fazenda do Natal, Salvador da Bahia, Brasile
Oi gente (oi genci) !!! Dal mio saluto potete ben capire che finalmente sono arrivata in Brasile, ieri esattamente alle 15.45 ora locale (quindi per voi sono 5 ore in più). Beh la sensazione di essere là è indescrivibile, per tutto il tempo la mia impazienza di arrivare alla Fazenda e di conoscere tutti si è fatta sentire molto. Appena arrivata c'erano molte persone ad aspettarci, e i bambini appena messo il piede nella Fazenda sono corsi ad accoglierci...ci sono stati molti abbracci! Bene, prossimamente vi scriverò altre cose su dove abito, con chi e come la gioia della Fazenda prende dal primo momento! Ovviamente accompagnerò il tutto con qualche foto...!!! Vi abbraccio (alla brasiliana), Rosa Anna
6 luglio, Parrocchia del SS Rosario, Afragola, Italia
Alla fine di questo anno apostolico ci é donato di vivere un gesto molto importante e allo stesso tempo così semplice: è prestata una figlia, un’amica nostra per 3 mesi ad un paese, il Brasile, ad una missione concreta nel villaggio della Fazenda do Natal, ad un carisma: quello di Punto Cuore.
Ma soprattutto Rosa Anna é “prestata” a delle persone concrete, bambini in difficoltá, famiglie monoparentali, giovani in una fase difficile della loro vita, in breve ad un piccolo popolo che tenta di rinascere fuori della grande cittá di Salvador da Bahia nell’amicizia, nella preghiera, nel lavoro semplice. In questa messa offriamo un membro del nostro corpo, al nostro corpo del Brasile.
Evidentemente i tuoi genitori sono emozionati. Anche le tue sorelle, gli zii, la nonna tutti i familiari ed amici, anche le ragazze che hai accompagnato in questi anni. Loro capiscono che non é stata una scelta impulsiva, ma una scelta ben ponderata, pensata e ripensata, un passo ragionevole.
Un bisogno di dire grazie
Ció che ha motivato l’offerta che tu fai di mesi di ferie, di tre mesi di estate (perché é inverno ora in Brasile) che giustifica il sacrificio anche economico che fai, é il bisogno di dire grazie non solo con le parole, ma con tutta la tua persona. Dire grazie con il dono concreto del tuo affetto, del tuo lavoro, della tua persona, della tua presesenza, ma anche di tutto ció che hai ricevuto durante questi 2 anni di amicizia con Punto Cuore.
Alla fine cosa hai ricevuto?
• Uno sguardo nuovo sul tuo quartiere, sulla gente che lo abito, sui tuoi compagni di scuola, sulla tua chiesa.
• Un’ amore per la vita, per la vita degli altri, per la tua propria vita, una compassione per l-esistenza di tutti.
• Un desiderio di abbracciare la tua propria esistenza non subendola, ma orientandola attraverso delle scelte libere verso la sua finalitá: la felicitá. Il tuo desiderio dunque di donare 3 mesi per dire grazie é un cammino semplice d’incarnazione. Sarai condotta ad abbracciare la gente di questo piccolo villaggio, la loro bellezza e la loro confusione, il loro entusiasmo e le loro delusioni, a donare la tua vita per i tuoi amici.
Dire grazie a Cristo
Dietro il tuo bisogno di dire grazie per tutto ció che ti é accaduto in cosí poco tempo, si fa sempre piú chiaro il bisogno di dire grazie a Cristo. Sei diventata cosciente che Cristo ha bisogno di noi, ci chiama nel volto dei piú piccoli e piú poveri, ci chiama ad una presenza affettiva ed effettiva. Come una mamma o un papá, fratello o serella, tramite piccoli gesti l’amicizia condivisa, le proposte educative é proprio a Cristo che dirai grazie (avevo fame e mi desti da mangiare, sete e mi desti da bere, ero solo e ti sei fatto compagnia per me).
Grazie ai tuoi genitori
É sempre difficile una separazione, ma infondo ció che tu fai ora é il piú bel gesto per dire grazie ai tuoi genitori per l’educazione ricevuta, al di lá del dolore e la separazione loro sono fieri di te e scopriranno pian piano una gioia che viene dall’Alto. Chissá se tu non stai vivendo ció che loro per primi sognavano secretamente di vivere un giorno.
Il grazie di Cristo
Nel vangelo di oggi Gesú si rallegra constatando che qualcosa di particolare é donato ai piú piccoli e ai piú poveri, ció che é stato nascosto agli intelligenti é stato rivelato ai piú piccoli. Questa constatazione rafforza la sua intimitá col Padre, lo fá esprimere pubblicamente la sua azione di grazie. Cara Rosa Anna ti auguro di approfondire questa scoperta cosí commovente di Cristo, in ció che é nascosto, umile. Dimenticado si manifesta la Gloria del Padre. Questa scoperta diventa man mano una postura per tutta la nostra esistenza.
Conclusione
Tu sei chamata a pronunciare la parola piú bella che si possa pronunciare: SI! Il tuo SI ti fa “ricettacolo” di Dio che si dona senza misura, ci vorrebbe un ricettacolo perfetto per donare ospitalitá alla totalitá del dono di Dio. Immagino che tu senti la differenza del tuo SI con quello di Dio, ma il tuo SI é preceduto da quello della Madonna e dei Santi, inserito e in qualche modo allargato alla dimensione del loro Si. Anche il SI della tua famiglia, dei tuoi amici, e di tutta l’assemblea della parrocchia del Rosario partecipa al tuo SI e lo dilata. Viviamo insieme questo momento atteso da tanto tempo, ti auguriamo una bella feconditá e ti assicuriamo la nostra preghiera ora e durante la tua missione.
ChiSiamo Partire Adozioni Testimonianze Fotografie Carisma NelMondo Links Contatti