

TRE MINUTI DI SILENZIO...
Quel
lunedì, come segno di rispetto per le vittime del terribile attentato di Madrid,
in tutta Europa sono stati presi tre minuti di silenzio. In molte città si
é fermato il traffico, in molti supermercati si é spenta la musica e le cassiere
hanno interrotto il loro lavoro, nelle fabbriche si sono fermate le macchine,
nelle scuole e nelle università i professori tacciono.... Tre minuti di silenzio!
Tre minuti di silenzio tutti insieme! Tre minuti per ricordare... Tre minuti
per pensare...Tre minuti per pregare... Questi tre minuti in cui il tempo
sembra come essersi sospeso sono stati il frutto inatteso - almeno ce n'é
stato uno! - della tragedia spagnola. Ormai non smetto di sognare che questi
momenti siano dati regolarmente, in occasione di drammi particolari, a tutta
l'umanità insieme. Il fatto é che gli uomini di oggi hanno bisogno di silenzio
come ne hanno di ossigeno! Hanno bisogno di fermarsi! Hanno bisogno di riflettere
del tutto gratuitamente. Una simile decisione potrebbe prevenire altre tragedie.
Tre minuti per ricordarsi. Gli avvenimenti si susseguono gli uni agli altri. Come per annientare il tempo cui solo il silenzio da' tutta la sua densità. Di volta in volta la Sars, un terremoto, la caduta della Borsa, le sommosse di Haiti prendono come d'assalto i bollettini d'informazione del mondo intero... E a volte ciò di cui si era parlato con tanto clamore il giorno prima, il giorno dopo sembra non esistere più. E' già tanto se se ne sente dire ancora una parola. E intanto Haiti e i suoi problemi esistono ancora, l'epidemia della Sars probabilmente non é stata definitivamente sconfitta... Bisogna lentamente ritornare sugli avvenimenti perché essi parlano, perché liberano il loro segreto, perché tengono la loro lezione. Gli avvenimenti del mondo e gli avvenimenti della mia vita. Bisogna ricordarsene! Che la memoria possa prevenire i drammi di domani...
Tre minuti per pensare. Tra i reparti del supermercato, tra le macchine e i computer, in pieno traffico, tre minuti per riflettere al senso di tutto questo, a ciò che costituisce l'essenziale al di là di tanti rumori e movimenti, al cammino che l'umanità sta prendendo. E pensarci in presenza dei corpi dilaniati di Madrid e delle loro famiglie in lutto o...dei gesti di tenerezza di Madre Teresa. Per comprendere che non esistono atti isolati, non parole senza un seguito, non pensieri neutri, che tutto ha un senso... Noi siamo proprio membri di uno stesso corpo.
Tre minuti per pregare. Pensare a tutti questi avvenimenti che si susseguono così velocemente ci pone di fronte alla nostra impotenza. Impotenza a comprendere il perché. Impotenza di controllare l'avvenire. Impotenza a gestire oggi la shoah del popolo ebreo, la strage cambogiana, la catastrofe di Chernobyl, la guerra d'Irak... Lo sappiamo: la soluzione non é restare immobili, chiunque noi siamo. Bisogna agire, parlare, lottare. Ma che cosa dire? Come agire? In che senso lottare? Bisogna agire, e parlare, e lottare nel nome di Gesù Cristo. Lui sa. Se la storia si smarrisce, non é a forza di dimenticare il Maestro? Bisogna adorare Dio. Per aiutarci a comprendere qual'è il nostro posto. Bisogna divenire mendicanti di Dio. Per ricevere il nostro pane ogni giorno. Lui é il Padre, noi siamo i suoi figli salvati dalla passione di suo Figlio. E questo non é soltanto una realtà che concerne la vita privata di ciascuno. E' una realtà pubblica e oggettiva che il mondo intero é chiamato a riconoscere per meglio corrispondere al suo destino.
Mai più attentati! Più silenzio, vero silenzio!
Padre Thierry de Roucy
Fondatore di Punto Cuore
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