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Chi parte: prima e dopo

Incontrare Cristo, sperimentare il dono radicale di sé, sono desideri che ho in me da molto tempo. Le risposte che avevo dato a queste aspirazioni durante la mia adolescenza e i miei studi (diritto e commercio) non mi parevano sufficienti. La professione che svolgevo da quattro anni mi piaceva ma, in fondo a me stesso, qualcosa chiedeva di più. Scoprendo ciò che Punto Cuore propone ho provato una specie di meraviglia. 

La corrispondenza con i miei desideri più profondi è stata sorprendente. Se la decisione di impegnarmi per due anni – e quindi di lasciare tutto – è stata difficile, la gioia ha preso velocemente il sopravvento e sono stato sorpreso di vedere come tutto si è concatenato perché la mia partenza avvenisse nel migliore dei modi.

Bernard

Chi resta: i genitori.....

 

Luglio 1993 in Gironda, Ségolène un giorno mi dice: “Mamma, io partirei volentieri un anno per donarmi agli altri.” Io le rispondo: “Perché non Punto Cuore?”, senza conoscerne il percorso. Attraverso Famiglia Cristiana veniamo a sapere che Padre Thierry viene a Bordeaux per la messa del mandato di un futuro Amico dei bambini. Ci andiamo. Ségolène si informa.

Primo weekend di formazione a Versailles: Ségolène indietreggia… Noi non vogliamo influenzarla e affidiamo la sua decisione allo Spirito Santo. Ottobre 1994, a Orly, Ségolène e tre Amiche dei bambini partono per fondare un Punto Cuore a Deva, in Romania. La nostra emozione è grande. Non sappiamo tutto quello che l’aspetta. La prima lettera si fa attendere, poi la sua corrispondenza diventa più regolare. Ogni lettera è, nello stesso tempo, un’immensa gioia, un tuffo nell’Opera e un arricchimento spirituale nella continuità del nostro sacramento del matrimonio. Avevamo desiderato tanto che i nostri figli fossero capaci di donarsi agli altri: abbiamo direttamente la risposta. In seguito Ségolène si è sposata e ha due bimbi. Nella nostra preghiera quotidiana, mio marito ed io continuiamo a recitare una decina di rosario per i Punti Cuore, ed in particolare per quello di Deva.

 Madame de Haut de Sigy  

 

Ognuno è diviso tra l’individualismo, o egoismo, e l’apertura agli altri. Quando si raggiunge la sessantina, il peso delle responsabilità riduce fortemente la disponibilità al di là delle cerchie famigliare, professionale e degli amici. Così è un vero privilegio vedere i propri figli impegnarsi per una causa generosa e disinteressata.. 

Si ha allora il sentimento confortante che coloro che ci prolungano nella vita vanno più lontano di quanto non sia stato possibile per noi, fanno qualcosa che per noi non è stato altro che un sogno. E’ così che mio marito ed io vediamo l’impegno di Charlotte e di nostro genero Stanislas Poussin alla Fazenda do Natal. Noi non siamo capaci di valutare i frutti che la loro partenza ha portato, sappiamo che sono contenti, e questo basta per la nostra felicità.

Madame Braut

 

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