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L'originalità dell'Opera suscita sovente delle domande. Ecco quelle che ci rivolgono più frequentemente:

Come faccio a partire con Punto Cuore?

Basta essere disponibile e voler donare almeno quattordici mesi a Dio e ai più abbandonati; essere in buona salute fi- sica e morale. Infine, essere un cercatore di Dio ed essere pronto a impegnarsi in una vita di preghiera fedele e seria, in una comunità cementata dal perdono e dal rispetto reciproco.

Perché è necessario avere fede per partire con Punto Cuore?

Non nascondiamo che voler partire con Punto Cuore è innanzi tutto voler vivere un'esperienza di Dio. Gli Amici dei bambini collegano rapidamente la preghiera alle preoccupazioni dei poveri (cf. p. 10). Inoltre la loro presenza è una testimonianza dell'Amore di Cristo che desidera incontrare tutti gli uomini. Tutto questo non è possibile se non si è in cerca di Dio.

Esito a partire. Qual'è il vantaggio?

Non c'è veramente un "vantaggio" nel partire. Ma donarsi pienamente ai più poveri in un cammino di fede costituisce un'esperienza unica, sorgente di fioritura e di gioia profonda. Perchè non rispondere a questa chiamata almeno una volta nella vita? Tutti coloro - e sono molti - che hanno seguito questa via non se ne sono pentiti.

Perché partire con Punto Cuore e non con un'altra organizzazione?

Gli Amici dei bambini non sono migliori - né peggiori - degli altri. Ma il loro cammino è piuttosto originale se lo paragoniamo ad altre forme di impegno umanitario. Si tratta innanzitutto di un cammino spirituale e di fede. Gli Amici dei bambini partono per vivere più vicino possibile ai poveri. Non vogliono "giocare a fare i poveri", ma abitare tra i più rifiutati per mostrare loro che possono contare su qualcuno. Partono per accompagnarli, per fare un pezzo di strada con dei bambini, delle famiglie, dei vecchi, dei malati… Partire con Punto Cuore dona di scoprire il legame tra la vita di fede e l'impegno accanto ai più poveri.

Cosa si fa a Punto Cuore?

È vero che non si parte per mettere in atto un progetto pensato e definito a priori, ma questo non significa che non si faccia nulla. Al contrario, le giornate sono molto occupate e si ha piuttosto l'impressione che manchi il tempo. A Punto Cuore si prega. Se guardiamo la preghiera con gli occhi della fede, comprendiamo che non si tratta di tempo sprecato. Inoltre, vivendo molto semplicemente, gli Amici dei bambini sono occupati per una parte della giornata nei compiti della vita quotidiana, che richiedono molto più tempo di quando si hanno a disposizione tutte le comodità della vita moderna. Il resto del tempo è consacrato alle innumerevoli richieste delle persone con le quali gli Amici dei bambini hanno deciso di vivere. Non sono là per essere spettatori passivi della miseria di queste persone. Tutto quello che si fa o si intraprende risponde al loro bisogno di consolazione. Si comincia sovente con un po' di attenzione, un gioco, ma si può arrivare fino ad accompagnarli ai servizi sociali, all'ospedale, a scuola... Se si dedica del tempo a costruire delle amicizie, non si perdono più.

Ci sono dei risultati tangibili?

Non è quello che cerchiamo a Punto Cuore perché è molto difficile misurare i frutti dell'amicizia. Esistono tuttavia dei segnali che non ingannano e che incoraggiano gli Amici dei bambini nel loro cammino. Può essere un bambino che ritrova il sorriso, una famiglia che esce da un periodo di difficoltà, o un quartiere che ritrova la pace.

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