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Magdeleine Delbrel

Chi era Madeleine Delbrêl? Il mistero personale di questa donna di Dio - definita dal cardinal Martini "una delle più grandi mistiche del xx secolo" - ha qualcosa di prezioso da svelare ai cristiani del nuovo millennio.
Nata nel 1904 a Mussidan (Francia) ed educata in ambiente scristianizzato, a quindici anni Madeleine si dichiara atea e pessimista: "Il mondo è un assurdo. La vita un non-senso". Dopo gli studi di filosofia a Parigi, verso i vent'anni, conclude che nessuna sapienza umana è in grado di soddisfare i suoi tragici perché sul dolore, sulla malattia, sulla guerra, sulla vecchiaia, sulla morte.
Eppure, proprio in quel periodo, il contatto con alcuni cristiani la riavvicina al mistero del Dio-Crocifisso, un Dio che non se ne sta lassù a guardare dal cielo le sofferenze umane, ma che si fa "compagno" del dolore degli uomini condividendolo nella carne.
Madeleine racconta così la propria conversione: "Triste, angosciata, inquieta... decisi di pregare... non potevo più lasciare Dio nell'assurdo".
E la preghiera conduce la giovane Madeleine dal Nulla del mondo al Tutto di Di


"A vent'anni fui letteralmente "abbagliata da Dio" - confesserà più avanti - ciò che avevo trovato in Lui non l'avevo trovato in nient'altro".
Un testimone al processo di beatificazione (iniziato a Roma nel 1995) riferì che "quando pregava, Madeleine se ne stava per ore in ginocchio davanti all'Eucaristia". Per un breve periodo la giovane pensò di entrare tra le Carmelitane, ma per motivi gravi (la cecità del padre) dovette rinunciarvi.

Il suo direttore spirituale chiese allora a lei e ad altre giovani di vivere in comunità: nel celibato, nella preghiera, nel lavoro e nella testimonianza del Vangelo, ad Ivry, cittadina operaia e marxista alla periferia di Parigi. Madeleine scorse in questa chiamata un segno. Una vita di preghiera vissuta in un agglomerato urbano doveva essere possibile!
Si prodigò instancabilmente fra i più poveri, come assistente sociale, battendosi per i diritti degli operai e dei minori sfruttati. Fu animatrice di movimenti e associazioni ecclesiali - fra cui la JOC (Jeunesse Ouvrière Catholique) e l'Azione Cattolica - e frequentò attivamente anche il sindacato sostenendo l'attività missionaria di molti preti-operai. Morì nel 1964, dopo un'esistenza spesa al servizio di Dio e degli uomini.


L'eredità preziosa che ci ha lasciato la Delbrêl è contenuta negli scritti, che sono una testimonianza vibrante di Vangelo vissuto. Riguardo allo spinoso problema del rapporto con il marxismo aveva concluso: "In base al Vangelo, i comunisti sono il mio prossimo da amare, e allora io li amo e basta!". Lo stesso stile, la stessa semplice radicalità, la rese capace di mettere d'accordo azione e contemplazione.


  Diceva: "Un'attività senza respiro nel mondo esige una preghiera senza respiro. La preghiera è qualcosa di vitale come mangiare, dormire, lavorare. Quante scuse accampano i cristiani impegnati, lamentando di avere poco tempo per la preghiera!". Il ragionamento di Madeleine è avvincente: 

"È necessario trovare il tempo per pregare, liberi da ogni impegno, ma anche far filtrare in tutti i nostri atti la luce e la forza acquisite nella preghiera".

 

Solo così il Vangelo diventa vita e la vita diventa Vangelo... 

 

 

 

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