Magdeleine Delbrel
Chi era Madeleine Delbrêl? Il mistero personale di questa donna di Dio - definita dal cardinal Martini "una delle più grandi mistiche del xx secolo" - ha qualcosa di prezioso da svelare ai cristiani del nuovo millennio.
Nata nel 1904 a Mussidan (Francia) ed educata in ambiente scristianizzato, a quindici anni Madeleine si dichiara atea e pessimista: "Il mondo è un assurdo. La vita un non-senso". Dopo gli studi di filosofia a Parigi, verso i vent'anni, conclude che nessuna sapienza umana è in grado di soddisfare i suoi tragici perché sul dolore, sulla malattia, sulla guerra, sulla vecchiaia, sulla morte.
Eppure, proprio in quel periodo, il contatto con alcuni cristiani la riavvicina al mistero del Dio-Crocifisso, un Dio che non se ne sta lassù a guardare dal cielo le sofferenze umane, ma che si fa "compagno" del dolore degli uomini condividendolo nella carne.
Madeleine racconta così la propria conversione: "Triste, angosciata, inquieta... decisi di pregare... non potevo più lasciare Dio nell'assurdo".
E la preghiera conduce la giovane Madeleine dal Nulla del mondo al Tutto di Di
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Il suo direttore spirituale chiese allora a lei e ad altre giovani di vivere in comunità: nel celibato, nella preghiera, nel lavoro e nella testimonianza del Vangelo, ad Ivry, cittadina operaia e marxista alla periferia di Parigi. Madeleine scorse in questa chiamata un segno. Una vita di preghiera vissuta in un agglomerato urbano doveva essere possibile!
Si prodigò instancabilmente fra i più poveri, come assistente sociale, battendosi per i diritti degli operai e dei minori sfruttati. Fu animatrice di movimenti e associazioni ecclesiali - fra cui la JOC (Jeunesse Ouvrière Catholique) e l'Azione Cattolica - e frequentò attivamente anche il sindacato sostenendo l'attività missionaria di molti preti-operai. Morì nel 1964, dopo un'esistenza spesa al servizio di Dio e degli uomini.
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Diceva: "Un'attività senza respiro nel mondo esige una preghiera senza respiro. La preghiera è qualcosa di vitale come mangiare, dormire, lavorare. Quante scuse accampano i cristiani impegnati, lamentando di avere poco tempo per la preghiera!".
Il ragionamento di Madeleine è avvincente:
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"È necessario trovare il tempo per pregare, liberi da ogni impegno, ma anche far filtrare in tutti i nostri atti la luce e la forza acquisite nella preghiera". |
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Solo così il Vangelo diventa vita e la vita diventa Vangelo... |