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Alcune testimonianze ...
Le scuole di comunità iniziate da tre anni crescono in Francia, in Colombia, in Brasile, in Perù e in molti altri paesi. L’entusiasmo di alcuni si trasmette ad altri, la perseveranza e la fedeltà di molti portano ora i loro frutti. Sono uno sguardo rinnovato da una fede viva, il riconoscimento di una Presenza attuale che ci è offerta. Sono non un rimurginare delle nostra idea sulla vita, ma uno sguardo sulla nostra vita alla luce della nuova esperienza incontrata e del carisma ricevuto in dono. Sono infine il luogo per la nostra maturità in Cristo, per la nostra realizzazione in quanto destinati ad entrare in comunione con Dio, dove la nostra libertà interpellata può impegnarsi ed aprirci così nuovi orizzonti e campi d’azione. Queste scuole di comunità sfociano su una vita, sulla ricerca di una corrispondenza con la sete e con i desideri del nostro cuore che vi trovavamo nel bel mezzo di Manhattan, nella bidonville di Bangkok o nella steppa del Kazakhstan.
Tuttavia appaiono sempre come un esercizio difficile: il testo è talvolta giudicato molto complicato, i più intelligenti lo analizzano minuziosamente, e talvolta si incaponiscono, i più semplici ascoltano e pongono domande. Ma poco a poco la luce si lascia intravedere attraverso vie davvero sorprendenti come ce lo testimonia Christine du Réau., Amica dei bambini di ritorno dal Brasile.. |
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“ Quando ho cominciato la missione con Punto-Cuore in Brasile, non avevo che una minima idea di che cosa fossero le scuole di comunità, e non ne capivo bene il senso.
È sentendo alcune amiche del quartiere, giovani adolescenti, che sono stata colpita dall’esperienza che fanno grazie alle scuole di comunità. Rosangela, 16 anni, è nata in una famiglia molto numerosa e con poche risorse. La sua scolarità alquanto episodica non le dà un livello di studi normale per la sua età. Pertanto, come molti altri giovani, è appagata dall’incontro fatto con Cristo grazie alle scuole di comunità. Mi dice che è molto lontana dal capire ciò che ascolta ad ogni incontro, ma ciò di cui è certa, quello che ha capito, è che questo appuntamento di ogni settimana è il luogo dove può fare l’esperienza concreta che Cristo c’entra con tutta la realtà. È in questo luogo che lei impara ad educare il suo sguardo su tutto ciò che vive e su tutto ciò che scopre intorno a lei.
Quando, su due o tre paragrafi complessi, giunge a mettere le parole delle sua esperienza, allora una verità è scolpita sul suo cuore….Ed è lei che mi spiega i testi! È la sua testimonianza che mi ha dato lo slancio di farmi incominciare il
cammino.”.
Nel corso degli anni m’è sembrato che la scuola di comunità è un’esperienza che tocca tutto il nostro essere, tutta la nostra persona nella sua intelligenza, e nella sua affettività per formulare un giudizio di fede sulla realtà poggiandosi su un testo, su una parola. A questa scuola Cristo è stato il primo ad insegnarci sulla strada di Emmaus. Questo scambio misterioso tra i tre uomini conduce ad un riconoscimento da parte dei due discepoli del Cristo presente nella loro vita. L’esperienza fatta fa loro formulare una sentenza: ”Il nostro cuore era completamente ardente dentro di noi, quando Egli ci parlava lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”. È di questa esperienza che ci parla qui sopra Christine, è un giudizio sulla realtà nella totalità dei suoi fattori:
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Padre Thierry scriveva in una prefazione: “Non si può mai dire o pensare di essere uno specialista della scuola di comunità più di quanto si possa dire di essere uno specialista di preghiera o un santo. Perché è un’opera in cui non si smette di dipendere da un altro, in cui si è mendicanti insieme, dove è più importante ascoltare che parlare….”. |
La scuola di comunità è in ultima analisi l’opera dello Spirito Santo che distribuisce come meglio gli sembra la sua luce, che conduce le cose liberamente per educarci e condurci al Mistero. Qualche attitudine da parte nostra è comunque richiesta per facilitare questo ascolto interiore, questa disponibilità del cuore alle Sue mozioni e l’apertura alla conversione. Così come prepariamo un pranzo con degli amici con un’attenzione particolare ai dettagli per facilitare gli scambi tra noi e fare di questa occasione un momento unico, ci è anche necessario preparare con minuzia queste scuole di comunità con una lettura attenta del testo del giorno. Se un solo paragrafo vi parla veramente, riprendete questo paragrafo. La vera comprensione è unicamente generata dall’esperienza. Solo uno stretto legame stabilito tra questo o quel concetto e la mia vita, solo un paragone tra il testo e la mia realtà formulando un giudizio sulla mia vita può veramente nutrirmi il cuore della Presenza. Questo lavoro può essere definito un’ educazione a riconoscere con spontaneità la Presenza che sola realizza i miei desideri più profondi
Le scuole di comunità in alcuni Paesi
Italia (testimonianza di Padre Guglielmo)
La scuola di comunità ha luogo una volta alla settimana, il venerdì dalle ore 21 alle ore 22. Una volta al mese la scuola di comunità mensile e le altre volte il nostro percorso. Sono presenti la comunità, qualche amico del quartiere ed altri anche da Napoli.
Vietnam (testimonianza di Jean Marc)
Abbiamo cominciato poco a poco a sistemare la scuola di comunità con il gruppo dei Molokai. È un esercizio che resta difficile per tutti. Per il fatto della traduzione dei testi, della comprensione e della pratica di confrontarsi con un testo, a formulare un giudizio.
Quando incominciano a superare le difficoltà di apprendimento, fanno allora un collegamento
abbastanza spontaneo con la loro vita. I loro interventi sono generalmente giusti e molto concreti. L’esperienza mostra che è meglio scegliere un paragrafo non troppo lungo con un’idea in più. Malgrado le difficoltà evocate sono convinto di quanto la Scuola di Comunità sia un mezzo di formazione per far crescere ciascuno nell’intelligenza del carisma. Quando seguono un corso restano molto passivi e non ritengono che pochissime cose. Alla Scuola di Comunità, invece, sono obbligati a riflettere e a rimanere coinvolti.
Perù (testimonianza di suor Eleonora)
L’impressione generale è che i testi sono difficili da leggere e da capire. Era questo il caso dei testi di Giovanni Paolo II. L’anno scorso è stato più facile alcune volte, soprattutto i testi vicini al carisma di
Punto-Cuore; i testi di Padre Thierry sono spesso considerati più accessibili rispetto a quelli di Giussani. Balthasar o Don Le Saux, per parlare di quelli di quest’anno.
Sono invece sempre meravigliata di vedere che ciascuno trae qualcosa di molto differente dallo stesso testo in funzione della sua realtà. Ho potuto fare fino a tre volte lo stesso testo: Sorelle, Punto-Cuore e Fratel Max,con qualche giorno d’intervallo, ed ogni volta è stata una Scuola di Comunità completamente differente. Ciò mi ha fatto vedere che il testo può (anche se è difficile) introdurre ciascuno nel concreto della sua realtà.
Abbiamo anche le scuole di comunità ogni 15 giorni con padre Michele di Comunione e Liberazione con le tre comunità riunite (i due Punti-Cuore ed i Servantes). Spesso gli Amici dei bambini che hanno maggiore anzianità sono quelli che entrano in un vero dialogo, che tocca il concreto della loro presenza. Padre Michele ha una comprensione assolutamente esatta del nostro carisma e che continuamente ci riconosce con sincerità. Testimonia anche le ricchezze che ciò implica per lui che è di C.L. E’ davvero un arricchimento reciproco.
Per concludere, mi piacerebbe aggiungere che in altri posti come in Colombia e in Brasile ancora si tentano esperienze culturali per i nostri amici del quartiere, guardare film insieme o scoprire un pittore per dare la possibilità di diffondere il carisma, di formulare un giudizio e di fare scuola di comunità in maniera un po’ diversa. Credo che bisogna sempre aprire le nostre porte a tutti, che non bisogna esitare a proporre un’esperienza ai nostri amici, che ogni via per condurre a Cristo deve essere tentata. In questo senso, Giovanni Paolo II ci diceva che “la più grande carità è comunicare la Verità
Gonzague L.
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