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Le foto della messa "di invio in missione" ![]()
Terza Lettera della missione di Cesare ![]()
Seconda Lettera della missione di Cesare ![]()
Prima Lettera della missione di Cesare ![]()
Primo messaggio appena arrivato ![]()
Carissima famiglia, carissimi padrini e amici,
naghen def? Lou bes?
Come state? Novità?
Ecco ancora qualche notizia della mia esperienza qui in Senegal.
Julio: il suo ritorno ha portato un gran da fare a tutta la comunità; con i giovani
abbiamo passato un pomeriggio in spiaggia tra canti e giochi e al tramonto abbiamo mangiato
pesce da noi grigliato: nerka trop!(troppo sapurit!)
Alla messa di azione e grazia hanno partecipato tutti i nostri amici cattolici e tutti hanno
animato la S. Messa in diverse lingue. Il vangelo del giorno riportavala storia di Marta e
Maria; il nostro parroco nella sua omelia ci ha paragonato
a loro: “la vostra missione, quella di Punto cuore è un
servizio; vi paragono alla donna che si è messa in
ginocchio a profumare e baciare i piedi di Cristo, cosi’
voi, servendo i più’ poveri, servite Cristo stesso. Non si ha
bisogno di parole per descrivere la vostra missione, il
vostro servizio silenzioso e la vostra presenza stessa è un
cosi’ grande dono”.
Martedì di Pasqua abbiamo portato
una ventina di bambini allo zoo; la loro gioia e il loro
stupore era immenso; pieni di risate nel vedere la scimmia
che non amava i toubabs
(i bianchi).
E' stata una giornata ricca in tutti i sensi, finalmente per la
prima volta avevo visto i nostri bambini stanchi(non succede spesso); questa giornata li ha
aiutati meglio a capire che Julio stava per ritornare in Argentina e anche se non hanno la
minima idea di dove si trova, ognuno di loro ha condiviso belli momenti con lui, con qualche
disegno o semplicemente un abbraccio pieno d’amore, piccoli gesti che ai nostri occhi sono
ricci di significato, a volte banali ma fondamentali affinché l’amicizia tra noi si rafforzi: che
grazia saperli valorizzare. Come per esempio il sorriso di una bambina sconosciuta che
durante tutto un pomeriggio piange a singhiozzi senza pausa, scopriamo che piange per la
perdita di sua madre morta da anni; molte volte durante la mia permanenza compare davanti
alla porta di casa ed entra con tutti gli altri bambini per giocare; il suo nome è difficile da
ricordare ma il suo sguardo impossibile da dimenticare; lunghi momenti di silenzio la
rapiscono, momenti di vuoto l’abitano; a volte mentre con gli altri bambini giochiamo, lei
come se immobile mi fissa e poi mi corre incontro e mi abbraccia con tutta la sua forza. mi
dico: “ Dio mio abbracciami più forte” tanto che ogni volta che la guardo penso al crocifisso
che si trova nella fazenda do Natal.
Ritornando alla partenza di Julio devo ammettere che non è negli ultimi giorni, cioè alla fine
della missione, che si vede la grandezza di come Cristo si è servito di te come suo strumento;
il ritorno, anche se difficile, fa parte della missione; i frutti di essa non si vedono ne all’inizio
e ne alla fine della missione; Cristo, attraverso l’Adorazione quotidiana e l’intensa vita di
preghiera che a Punto Cuore abbiamo la grazia di vivere, ci riempie di momenti intensi
quotidianamente. Ognuno di loro quando ci
vedono da lontano corrono verso di noi con le
braccia aperte e un sorriso che ci da tanta forza
ad amarli e servirli di più.
Il giorno stesso della partenza di Julio, il
quindici aprile abbiamo ricevuto la visita di
Luis Mariano Montemajor, il nunzio
apostolico. La sua visita è stata semplice ed è
durata un bel po’. Egli ci ha indirizzato molte
parole affettuose e tutto il suo appoggio; nelle nostre conversazioni ci ha parlato ancora molto
di lui e del rapporto tra cristiani e musulmani
qui in Senegal.
Marie: A Punto Cuore quando c’è una partenza, c’è un arrivo, ed ecco che il sette
Aprile è arrivata Marie, una francese di Metz, ha fatto il suo stage di formazione a Pignans
dove io insieme ad alcuni giovani delle Salicelle, con Punto Cuore Don Bosco abbiamo
passato le nostre vacanze ad Agosto scorso su san Paolo. Marie si è mostrata simpatica sin dal
primo giorno. Lei si lascia guidare dalla semplicità ed ha uno sguardo semplice e pieno di
stupore; piano piano sta conoscendo il quartiere e i nostri numerosi bambini; ogni incontro una storia, ogni storia ha un volto, ad ogni volto appartiene una
sofferenza, ad ogni sofferenza una presenza, ad ogni presenza si innalza una preghiera, ad
ogni preghiere si aggiunge una supplica, ad ogni supplica una consolazione... [...]
Chi vuole leggere tutta la lettera di Cesare, può diventare suo padrino finanziando la sua missione e/o accompagnandolo con la preghiera.
Carissima famiglia,
Carissimi padrini,
Carissimi amici,
Ho da dirvi tante cose!!!
Innanzitutto mi scuso se è trascorso molto tempo dalla prima lettera; sono già entrato nel bellissimo della missione, i bambini hanno già imparato il mio nome: quasi tutti mi chiamano con il mio nome senegalese Abu-ba.
Le giornate passano in fretta e sono sempre piene di impegni, di avvenimenti che sempre di più’ mi fanno amare Punto Cuore, la mia missione e questo popolo senegalese che è già mio popolo.
Quando mi presento alle famiglie dico“man senegal la” (sono senegalese), grazie a Dio comincio a balbettare un po’ di wolof, mentre il francese riesco a comprenderlo bene, nel parlare erro ancora, specialmente con i verbi!
PERMANENZA : una o due volte alla settimana, sono di permanenza, cioè sono io la persona che resta in casa per accogliere le persone che vengono a visitarci, apro la porta ai bambini, cucino per la comunità. Dopo le lodi e l’adorazione mi reco al mercato non lontano da casa nostra, è dominato dalle donne, sono le uniche che vanno al mercato, le uniche che ci lavorano; il mercato di Arafat, è un labirinto costruito da muretti dove sopra si mettono le donne che vendono il pesce che, a loro volta, lo comprano alle cinque del mattino al mercato di Dakar; bisogna sapere che qui tutto non ha un prezzo fisso, bisogna contrattare su ogni cosa che si vuole comprare! (bisogna wakalè)
Dopo aver comprato tutto ciò’ di cui ho bisogno, nel ritornare a casa, comincio a pensare a quale vicina posso chiamare per essere aiutato; la provvidenza vuole che c’è sempre qualche donna che viene a renderci visita e che quindi si “offre” volontaria ad aiutarmi, va a finire sempre che lei cucina mentre io la guardo e prendo appunti.
Nel pomeriggio, dopo il Rosario in wolof con i bambini, apro la porta di casa e subito entrano Abu-Si, Mandjara, Mohammed, Umar, Rose, Omar buldao, Awa, Paul, Wua Wua, Adama ecc... tutti sono alti più o meno come un’arancia; nessuno di loro va a scuola, quindi non parlano francese e sono meravigliosi quando cercano di farsi comprendere e si divertono tantissimo nel sentirmi parlare wolof con l’accento napoletano!
Il pomeriggio passa veloce e nessuno di loro vuole andare via quando gli dico che devo preparare la cena, tutti vogliono sempre essere presenti, sono desiderosi di attenzioni, e quando penso che ho donato la mia parte ecco che mi accorgo che non è mai abbastanza.
durante la permanenza a volte cerco di prendere un tempo con qualche bambino invitandolo a stare un po’ con me con una scusa o un’altra, sempre ricevo il loro accordo, alcuni di loro hanno uno sguardo che mi commuove tanto è profondo e pieno di sofferenza!!!
NATALE : Per me, Monina e Ana-Paula è stato il primo natale in Senegal, per tutti noi una grande scoperta!!!
Per me è stato anche il primo natale lontano dalla famiglia, in un quartiere a maggioranza musulmana e ciò significa niente addobbi, nessun spirito natalizio e sinceramente, sotto una certa forma l’ho vissuto un po’ arido.
Grazie a Monina, che per questo ha veramente un dono, la casa era ben addobbata! Lei insieme ad alcuni giovani del quartiere ha preparato i bambini ad una recita natalizia in wolof che ha avuto luogo nella nostra casa la sera della vigilia davanti ad un’assemblea molto euforica; dopo la recita abbiamo cenato con alcuni nostri cari amici; Madam Ndja, una donna ultra settantenne che vive sola in una casa molto povera, tutto il giorno è da sola e prova per noi un affetto particolare; Paul, ex amico dei bambini qui in senegal, David, un giovane del quartiere; Terese e Madleine, due sorelle che conoscono Punto cuore dalla fondazione e tutti gli amici dei bambini. Noi abbiamo fatto una cena molto semplice ma è stato intenso l’incontro avuto con ogniuno di loro. Madam Ndja ci ha detto che se non sarebbe stato per noi avrebbe passato l’ennesimo Natale sola. [...]
Chi vuole leggere tutta la lettera di Cesare, può diventare suo padrino finanziando la sua missione e/o accompagnandolo con la preghiera.
“Andate! Andate più lontano! Uscite dalla vostra città, dal vostro paese, partite e portate frutto! Non è un ideale di esotismo, un desiderio di fuga o tanto meno il disgusto per situazioni particolari, ma è una parola di Gesù... è una chiamata .“
Padre Thierry de Roucy
Carissima famiglia,
carissimi amici,
carissimi padrini,
sull’aereo le mie costole erano sul punto di spezzarsi, tanto il mio cuore si gonfiava dall’amore che mi conduceva ai poveri...
Quante domande, quante preoccupazioni, quanti ricordi affioravano la mia mente; quanti pensieri mi sono passati per la testa mentre mi preparavo per questa esperienza; all’inizio pensavo che era semplicemente un desiderio come gli altri, ma poi, seguendo una preparazione spirituale (cioè frequentando la formazione Punto Cuore) ho scoperto che era una vera e propria vocazione a mettersi alla scuola dell’amore.
“E’ la missione di un' amico dei bambini, null’altro che stare là ai piedi di tutte le bidonville del mondo , di tutte le miserie del mondo per ”soffrire con”, per consolare, per offrire il sorriso più dolce dell’amore.”(Padre Thierry);
Ora eccomi qui a Dakar, nel quartiere ARAFAT, dove il Punto Cuore Santa Monica è presente da quindici anni; vi restero’ per 16 mesi.
Ad attendermi all'aeroporto c’era la mia comunità: Anna-Paula (molokai Brasiliana), Julio, Monica (Argentini), Anna-Clara (Francese) e Sofia (Senegalese);
Dopo aver ricevuto una festosa accoglienza, siamo andati in taxi(qui ce ne sono tantissimi) ad Arafat; la prima cosa che mi hanno mostrato della casa è stata la cappella, dove abbiamo ringraziato “Mariama” per il buon viaggio!
Sabato è stato il giorno della grande accoglienza, sono venute molte persone per conoscermi, giovani e bambini soprattutto; insieme a Julio, poi, ho fatto un giro per il quartiere, tra le strade fatte di sabbia, piene di bambini che giocavano, di donne che tenevano sulla schiena i propri bambini e di uomini che parlavano all’angolo.
Il primo sabato: Anna-Clara ha finito la sua missione e dopo 14 mesi è tornata in Francia; sicuramente, dover salutare tutti, è stato per lei molto difficile.
Moltissime persone sono venute a casa per salutarla!!!
Per festeggiare il suo ritorno, tutta la comunità, con un gruppo di ventuno giovani, abbiamo trascorso la notte tra il 27/28 in spiaggia, tra TAGLIA(una bevanda tipica del Senegal: quasi come il tè, ma molto più zuccherato) e musica Senegalese con Tam Tam di ogni grandezza!
VITA QUOTIDIANA...
Il giorno comincia presto con le lodi mattutine, e/o con la messa; subito dopo c’è la colazione, dove la comunità condivide la giornate precedente, gli incontri che ha fatto, le impressioni ecc...
La mattinata è incentrata sulla adorazione del S.S. che, con il permesso del Card. Di Dakar, abbiamo in casa. Poi ci dedichiamo alle diverse attività, (pulire la casa, accogliere persone, prendere un tempo personale: per lavare i vestiti ecc...).
Il pomeriggio è dedicato interamente ai bambini, dopo la recita del S. Rosario in wolof, la comunità si divide, uno o due amici dei bambini restano a casa per accogliere i bambini e gli amici che vengono, gli altri vanno a fare le visite. [...]
Chi vuole leggere tutta la lettera di Cesare, può diventare suo padrino finanziando la sua missione e/o accompagnandolo con la preghiera.
27 novembre, Punto Cuore S. Monica, Dakar, Senegal