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Il concistoro del 24 novembre 2007
L'incontro con Padre Thierry de Roucy 20 ottobre 2007
Discorso di padre Guglielmo
per Sua Eminenza il Cardinale Sepe
14 ottobre 2007
Mostra Poveri e Degni 18 ottobre 2007

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Pasqua 2008 al Santissimo Rosario

25 marzo, Afragola

La celebrazione dei giorni santi è stata arricchita quest'anno della presenza di una ventina di amici tedeschi e austriaci di Punto Cuore. Abbiamo potuto seguire con loro un programma ricco, che ci ha aiutato a vivere con accresciuta intensità questi momenti: insegnamenti, films, visite agli amici sia nelle Salicelle che nella parrocchia, e ovviamente la liturgia, alla quale hanno voluto partecipare tramite il canto. Noi ci siamo rallegrati della loro presenza, che ci ha fatto vivere tutto di un modo differente; e loro sono stati commossi dall'accoglienza ricevuta, della vita sperimentata, della bellezza contemplata.
Un avvenimento cattolico per eccellenza !
Sono stati particolarmente intensi : la veglia pasquale, per la presenza nella nostra piccola chiesa di una folla colorita di bambini del rione Salicelle amici delle ragazze del Punto Cuore, di nostri amici tedeschi e del popolo della parrocchia; il coro formato quasi improvisamente dei tedeschi ha aggiunto il suo toco di bellezza all'insieme - il pellegrinaggio alla Madonna dell'Arco, per la fede stupenda che vi si vive - il giorno sull'isola di Procida, per l'accoglienza comovente che vi abbiamo ricevuto, in mezzo a una tale bellezza.

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Dal 21 al 27 marzo 2008

I giorni santi alla Parrocchia del SS Rosario



Il concistoro

24 novembre 2007, Roma

« Cari fratelli, dal momento in cui entrerete a far parte del collegio dei cardinali, il Signore vi domanda e vi affida il servizio dell’amore: amore per Dio, amore per la sua Chiesa, amore per i vostri fratelli nel massimo e incondizionato dono di voi stessi, usque ad sanguinis effusionem, come dice la formula per l’imposizione del berretto e come lo significa il colore rosso dell’abito che indossate ». Queste parole del Santo Padre pronunciate sabato scorso nella Basilica di St. Pietro non potevano non fare eco in noi insieme a queste altre parole pronunciate 7 anni fa da Msr. Karlic in occasione della riconoscenza canonica dell’opera Punto Cuore: « Fin quando non chiedete a Dio la grazie di consegnarvi fino alla morte, sarà come non l’avesse mai fatto ».

Alle 10.00, al suono delle campane di St. Pietro che risuonano nell’aria, ci ritroviamo tra le braccia della Basilica. Napoli è più che degnamente rappresentata: Ciro, Cesare, Anna, Rosa Anna, Luigi, Maria, Angelo, Alina e Antonio accompagnano Padre Guglielmo e le due comunità delle Salicelle e del Rosario (ad eccezione di Jean-Marie e di Patrick). Suor Maria di Bethléem fa anche parte di questa gioiosa compagnia in rappresentanza di tutto il suo Ordine.

Temendo un acquazzone (il ricordo è ancora fresco delle trombe d’acqua che hanno salutato, alla fine di ottobre, la sua prima visita a Napoli…) il Papa ha alla fine optato per l’interno della Basilica, che è già piena al momento del nostro arrivo, di fedeli arrivati dal mondo intero per circondare il loro cardinale. Dato che non è possibile entrare all’interno, prendiamo posto sulla piazza dinanzi la Basilica, ai piedi dell’imponente statua di St. Pietro « Vale più restare sulla soglia della casa del mio Signore, che abitare la tenda dell’ empio ».

La cerimonia comincia alle 10.30. I 23 nuovi cardinali, chiamati dal Papa a divenire « i suoi più stretti collaboratori » formano intorno a lui una corona color porpora. Le letture ci invitano a guardare la figura di Cristo come il centro di questo avvenimento. Diventare « collaboratori del Papa » è tutt’altro che una funzione, ben più di una dignità supplementare: è una chiamata ad entrare nella sua preoccupazione di pastore, nella sua passione per la salvezza del mondo, nel dono totale di se stesso alla sequela di Cristo. « Il Vangelo di St. Marco ci ricorda, cari fratelli, che tutti i discepoli di Cristo non possono avere altra ambizione che questa: entrare nella Sua passione ». I cardinali si avvicinano uno ad uno per ricevere dalle mani del Santo Padre berretto rosso che simbolizza la loro offerta. La bandiera blu « Punto Cuore » si agita in mezzo alle grida di gioia e agli applausi quando appaiono tour à tour à l’ecran i volti di Msr. Rilko e Msr. Karlic. Dopo la cerimonia, il Papa ci fa la sorpresa di uscire sul sagrato di St. Pietro per rivolgersi a noi (nonostante fossimo meno numerosi rispetto ai migliaia di fedeli presenti nella Basilica), scusandosi quasi di aver alla fine scelto di restare all’interno, poiché « temevamo al pioggia ». La sera, quando nel treno per Napoli riparleremo sugli avvenimenti di questa indimenticabile giornata, Alina ci dirà quanto l’abbia toccata questa attenzione del Papa: « Si è preoccupato di noi… »

Pranzo rapido sotto il colonnato dove ci ripariamo a causa di un acquazzone senza precedenti. Occorreva assolutamente che si realizzasse il salmo 72: « sopra ogni benedizione, la pioggia d’autunno li nasconde ». Umidi e restaurati, usciamo dal nostro rifugio con le prime schiarite. Le « visite di cortesia » non cominciano che alle 16.30, ciò ci lascia il tempo per un giro a piazza Navona, con i suoi inevitabili bar e gelaterie. La stanchezza sommata al risveglio all’alba e al viaggio, non riescono a fermare la gioia napoletana che invade le strade di Roma.

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sabato 24 novembre 2007

Il concistoro - Mgr Esteban Karlic








Discorso di padre Guglielmo per Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe

Domenica 14 ottobre 2007, Afragola (NA)

Si è celebrata questo giorno l'installazione del padre Guiglielmo Trillard, di Punto Cuore, come parroco del Santissimo Rosario, Afragola. La celebrazione, presieduta dal Cardinale Arcivescovo di Napoli Sua Eminenza Crescenzio Sepe, si è svolta alla presenza dei parrocchiani e di numerosi amici del rione Salicelle (Afragola).

 

Carissima Eminenza,

Piacerebbe anche a me ringraziarLa per la Sua presenza. Al di là dell’ affetto e della fiducia che ho sempre sentito dal primo incontro con Lei, mi piacerebbe sottolineare ciò che la vostra presenza significa per me e per noi di questo quartiere del Rosario. La presenza del vescovo corrisponde a quella del Signore che « visita e redime il suo popolo », che definisce l’ esistenza di Gesù Cristo: «Che passava facendo del bene» come dagli Atti degli Apostoli. La Vostra presenza permette di fare l’esperienza nel presente, della grande misericordia di Dio, così desideroso di farsi amico e fratello dell’uomo. La Vostra visita è segno della compassione di Dio che non abbandona le nostre vite chiuse nell’orizzonte limitato che il mondo oggi offre. Segno della compassione di Dio che si avvicina, che entra, che sorprende, che visita, che commuove, che libera la nostra persona.

La missione che ho ricevuto da Lei come parroco di questa Chiesa del SS. Rosario, di questo popolo che così velocemente è entrato nella mia vita, nel mio cuore, la missione dunque ricevuta da Lei, è partecipazione di questa visita di Dio per il suo popolo, della sua presenza, del suo impegno nella vita umana. Mi viene in mente le parole di Madre Teresa per definire la mia missione, quella dei miei seminaristi Giovanni, Thibault, Pietro e Ashok (venuto dall’ India): «Sono venuto per vedere», «Siamo venuti per vedere». La nostra unica convinzione è che da uno sguardo che speriamo contemplativo, da uno sguardo capace di scoprire la bellezza di ciascuno, la grandezza del popolo affidato, la nobiltà nascosta nella vita dei nostri amici qui presenti, può nascere un servizio veramente efficace per il Regno di Dio. Sono convinto che il metodo per servire questa comunità, non nascerà dalla mia testa, dal piano pastorale o dalla strategia pastorale che possiamo immaginare con tutta la nostra buona volontà, ma dallo stupore davanti a questa gente, dalla passione per la loro vita, la loro famiglia, i loro studi, il loro lavoro, la loro cultura, il loro essere.

Mi ricordo delle parole del Papa Giovanni Paolo II ripetute dall’attuale Papa Benedetto XVI: «I movimenti hanno bisogno del Papa ed Egli ha bisogno dei movimenti». Significa che i movimenti aiutano la parrocchia a prendere la loro vera identità, a non chiudersi al livello strettamente diocesano, ma al contrario di beneficiare della totalità dei doni, della cattolicità, cioè dell’universalità della Chiesa, di aprirsi alla sua dimensione missionaria. Eminenza, ho trovato in questa parrocchia una tradizione di apertura, di benevolenza a queste novità che lo Spirito Santo regala alla Chiesa di oggi. Molti si sono formati giorno dopo giorno dall’ esperienza di un carisma ecclesiale. Questa piccola Chiesa ha già il volto della Chiesa di oggi: delle religiose che esprimono più di ogni altro la sponsalità della vita cristiana, delle famiglie profondamente cattoliche, dove i figli ricevano quasi per osmosi il tesoro della tradizione cattolica, dei veri laici impegnati quotidianamente nella vita lavorativa così esigente oggi , allo stesso tempo sono fedeli alla preghiera, all’amicizia e alla vera comunione.

Vorrei salutare gli amici qui presenti dei diversi movimenti: Neocatecumenale, Comunione e Liberazione, Focolarini, e i rappresentanti dei gruppi carismatici. Vedo in loro non una concorrenza, nemmeno un pericolo, ma una grazia, un invito, un provocazione a vivere con sempre più coscienza e gratitudine, il grande dono del Battesimo, che ci ha inseriti nella Novità della vita in Cristo, un invito ad assimilare la pienezza della cristianità.
Per finire, ho coscienza di ricevere un tesoro: quello dei bambini, dei giovani ancora aperti, senza preconcetti, pieni di desiderio e di disponibilità. Vedo in loro, la serietà con la quale cercano il sacerdote per confessarsi, offrono parte del loro tempo per servire, si entusiasmano alle proposte; tutto questo, lo considero come un tesoro da custodire, da far fruttificare, da portare a compimento. Come diceva madre Teresa, e sarà la mia conclusione, quando le chiedevano il perchè della sua fondazione, lei rispondeva: «Per offrire dei santi alla Chiesa». Non dei santi nuvolosi e disincantati, ma delle persone, come dice anche il fondatore del Punto-Cuore, padre Thierry de Roucy, appassionate per la loro propria vita, appassionate della vita, degli incontri, del lavoro, della loro famiglia, dei loro amici, del loro destino personale, del destino dei loro amici, della vita del mondo.

Ho accettato questa responsabilità con il limite della mia disponibilità materiale, ma con pienezza del mio desiderio di stare qui per dare la vita per i miei amici. Vi ringrazio ancora, ringrazio ciascuno di voi. Ringrazio la mia famiglia Punto-Cuore qui presente, ringrazio anche Mons. Pelvi che è stato, qui in Italia, il vero padre di Punto Cuore durante tanto tempo.

Padre Guglielmo Trillard

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